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domenica 24 agosto 2014

I Ching per Berenice - Percorsi d'Apprendimento - esagramma 29.2,3,4 > 31

Buongiorno @Cieloevento! 
Credo di aver capito cosa Yi mi abbia voluto dire attraverso questi lanci . Con me gioca d'anticipo! Non ha fatto altro che avvisarmi che, da lì a poco, sarei potuta entrare in un periodo di carico emotivo eccessivo. Ebbene, ci sono entrata vivendo pienamente la 4^ linea del 28. Non è successo nulla di nulla esteriormente legato a questa linea, Yi infatti si è riferito a me e a quello che da lì a poco sarebbe successo dentro di me. Mi sono resa conto in effetti che l'operazione di cosmesi interiore su cui sto lavorando con molta fatica e da tempo è per il momento solo apparente. Facendomi carico di situazioni di cui NON dovrei farmi carico è ovvio che il lavoro su me stessa viene costantemente e a fasi alterne trascurato. Questa presa di coscienza e l'esame approfondito che ho fatto sull'esagramma 14 (io poi faccio vari collegamenti) che " enuncia un periodo in cui il carro, con cui viaggiamo e ci spostiamo, ha un progredire lento perché è carico di ricchezza", mi hanno spinto a fermarmi (5) per ristabilire le mie energie, mangiando e bevendo e pensando a me stessa, al mio di carico. In fin dei conti, "il nobile al tempo del crepuscolo rincasa per ristorarsi e riposarsi (17), giusto? Intanto, in questa fase in cui sia il 5 che il 17 sono comunque sempre attivi e mai passivi, ne approfitto per riflettere su come evitare gli stessi errori di sempre (18) e curare la mia ricchezza interiore. Eh si, sono entrata in pieno wu wei! Che ne pensate? Ho notato una cosa: questo stato di cose credo mi abbia permesso di saltare la 6^ linea del 28, almeno, interiormente mi sento come se fossi riuscita a saltarla. Può succedere? In questo momento sto cercando anche di procedere verso la 5^ del 50 cercando, attraverso proprio la strategia del wu wei, di saltare o comunque di non fermarmi troppo sulla 4^ del 50! Io sento che dentro di me sta succedendo tutto questo, spero di non sbagliarmi! Grazie anche per aver pubblicato la mia lettera. Grazie perché sapere che la propria esperienza (seppur sofferta) può essere un valido aiuto per molti, credetemi, è una sensazione bellissima. Gli scopi di Yi possono essere tanti, anche quello di raccogliere (45) le persone intorno a un'unica coscienza, e le parole di Sole: "Mentre leggevo ne traevo energia" ne sono l'esempio. Il percorso è lungo, è duro, è faticoso, le salite si alternano alle discese così come i momenti di serenità a quelli di agitazione, nervosismo, inquietudine. La cosa importante è semplicemente esserne consapevoli, e Yi è un ottimo maestro in questo. Ci illustra in maniera chiara e palese come sono strutturati i cicli, e ci dà anche chiare indicazioni su come gestirli e seguirli. Vorrei aggiungere una cosa che ritengo importantissima, ho letto l'articolo che avete pubblicato dal titolo: "Sistema Complesso" (clicca qui) E' molto interessante, come tutti gli altri articoli qui sul blog, ma invito chi si è avvicinato da poco a Yi, a leggere approfonditamente anche la parte dedicata all'orientamento mentale. E’ un punto delicatissimo che secondo me, soprattutto all'inizio, viene molto sottovalutato, in quanto, (me per prima) solitamente ci si avvicina a Yi per cercare una risposta oracolare immediata. La risposta oracolare non esiste, come non esiste quella immediata. E' il mistero della vita, dobbiamo morire per chiarirci le idee e trovare le risposte che cerchiamo. Punto. Nel frattempo però, possiamo seguire un percorso, quello che, se attuato nei giusti modi, può farci vivere questa vita così come desideriamo viverla, e un aiuto in questo senso può essere proprio Yi! Il percorso è duro e faticoso, ma non perché è stato stabilito che debba essere così, semplicemente perché siamo noi stessi che mentalmente ci poniamo nella condizione di rendere le cose complicate. La mia dipendenza dalla situazione precedente, che mi è costata fatica, stress, pianti e lacrime, è stato un ottimo campo di allenamento. All'inizio volevo a tutti i costi trovare una risposta al "perché doveva succedere proprio a me" e la pretendevo spezzandomi quasi in due. Le risposte arrivano col tempo. E' vero, nulla è perduto, nulla è invano, la nostra mente si affina, e allo step successivo sai benissimo cosa fare, come muoverti e come agire o non agire. Se può essere d'aiuto, ultimamente mi sono ritrovata ad avere a che fare con una situazione altrettanto complessa, ho lanciato: 51>54. Pare che il grosso del lavoro debba farlo io. Bene, alla luce dell'esperienza passata...non esiste minimamente, mai più essere concubina o succube di qualcuno! Non è facile, ma, avendone preso coscienza, lo sarà ancora meno se continuerò a ristagnare in questa situazione. Chi mi ama mi segue, io i segnali li ho lanciati, chi non vuol capire (4), viene immediatamente estirpato (non ho ancora ben capito se la linea potrebbe essere la 1 del 12 o dell'11. Oggi ho fatto un lancio ed è venuto fuori 29.2.3.4>31! A lavoro si è venuta a creare una situazione poco piacevole, l'intromissione ironica di alcuni colleghi su cose mie private. Tra una battuta metaforica e l'altra ho tagliato subito il discorso, ma l'ho fatto in maniera risoluta, forse troppo. Dopo, a casa, sentendomi un attimo in colpa (forse è questo il mio difetto) ho lanciato chiedendo: "Come mi sono comportata?" La domanda è nata perché dove ritengo di aver sbagliato, cerco di migliorarmi! Che ne pensate del lancio? Io non lo vedo male male. Certo è che ora devo fermarmi, rientrare in me stessa, attenermi a piccole cose e magari fare il sacrificio di lasciarmi scivolare di dosso le cose! Ma quel 31? Pff...a volte veramente ci vuole un fegato da bisonte!!!
Grazie anticipate. Berenice


Buongiorno Berenice.

Pubblichiamo con piacere questo lungo commento, perchè è una testimonianza diretta di come mappare il proprio percorso attraverso i lanci.

Costruire un ragionamento (un discorso botta e risposta se volete) che si espande nel tempo e che porta a leggere gli esagrammi con una comprensione nuova.

Infatti ogni volta che otteniamo l'istante osservato, cioè l'esagramma che rappresenta la nostra domanda attuale, in realtà è come se si intessesse anche il futuro e quindi, quando ciò che Yi avrà veramente voluto dire sarà evidente perchè i mutamenti saranno avvenuti, anche l'esagramma ottenuto in passato ottiene una funzione attiva nel presente.

Capendo ciò che Yi intendeva dire la volta precedente, è più rapido comprendere ciò che Yi vuole dire adesso e in questo modo si configura una mappatura (leggi anche percorso e/o connessione) precisa, e personale, che lega gli esagrammi gli uni agli altri.

Il Sistema Complesso I Ching è molto antico e la sa molto lunga. Yi conosce bene le regole del mondo e cerca di spiegarle a chi ha il coraggio di volerle capire (cfr. 7.2).

Molti scienziati e studiosi traggono ispirazione dalle 3 monete lanciate per sei volte, ma non lo dicono e non lo diranno mai.

Fiume Giallo

Non lo fanno perchè hanno paura di essere ridicolizzati e perdere l'autorevolezza duramente conquistata in anni di lavoro ma, se esiste un oggettivo compagno di viaggio con cui esplorare e confrontare le teorie che studiano, I Ching è sicuramente il loro miglior alleato.


Yi non conosce invidia ed è onesto con chi lo consulta, fino all'ultima setola che lo ricopre. Per questo, sulle domande prettamente tecniche, Yi offre risposte sorprendentemente sapienti che sono capaci di far correre un brivido d'eccitazione sull'epidermide di molti.

I Ching è da sempre fonte di ispirazione per la base di molte teorie e tecnologie umane.

29 - L'Acqua
Il 29 - l'Acqua è il segno che nell'I Ching rappresenta l'idea del mutamento stesso. L'acqua è apportatrice di vita, crea la vita e la mantiene ma, per una popolazione che vive lungo le sponde del Fiume Giallo ed è soggetta a continue esondazioni, è anche apportatrice di devastazione e morte a tempi alterni. Il movimento dell'acqua rappresenta per cui il corso del tempo (ed è quindi il mutamento) e come tale pericoloso perchè ignoto. La vita stessa è intrinsecamente pericolosa. Come dice Rudyard Kipling, se al mattino ti svegli e non sei un leone ma una gazzella, è molto ma molto meglio se inizi a correre. Per questo motivo questo esagramma è anche chiamato l'Abissale - il Pericolo. (Per approfondire l'esagramma clicca sull'immagine.)

Seconda linea mutante: Nell'abisso è pericolo, si tenda ad ottenere solo piccole cose. - Essendo la seconda linea, essa è nel centro del mutamento, quindi in "pericolo". In questa situazione si è come in caduta libera dentro un abisso (non si sa nè se si sopravviverà e nemmeno se esiste il fondo), è meglio quindi risparmiare energia e forze. Ogni movimento avventato è sconsigliato.

Terza linea mutante: Avanti e indietro. Abisso sopra abisso. Fermati o finisci in una buca. - La mente umana è spericolata. Per la mente i confini non esistono e nemmeno le regole. La mente spazia ed immagina e questo è un bene perchè così trova soluzioni, ma se costruisce schemi di pensiero negativi che si ripetono (abisso sopra abisso), l'informazione si fissa (diventa cioè uno schema neurale a lunga memoria) e poi è difficile controllare le reazioni emotive. Se questo avviene si finisce in una buca e poi uscirne è un problema, soprattutto se nessuno ci aiuta (cioè se diventiamo antipatici alle persone).

Quarta linea mutante: Una brocca di vino, una ciotola di riso, vasellame d'argilla che passi attraverso la finestra. Questo non costituisce una macchia - Questa linea è l'immagine di un'abitudine orientale, il take-away. Fin dall'antichità quando il cibo arriva, non ha importanza che sia in vasellame d'argilla (cioè umile) e non importa nemmeno che venga passato attraverso la finestra della cucina (chi lo porta non entra dalla porta principale, quindi non è nè un ospite e nemmeno un componente della famiglia), l'importante è che il cibo sia buono e ben pagato perchè il servizio continui. In Occidente l'immagine della finestra è utilizzata per rappresentare l'effetto illuminante dello stato di coscienza dell'uomo superiore. A questa è associata la ghiandola pineale, che in Oriente è rappresentata dal Fiore d'Oro.

31 - L'Influenzamento
Il 31 - l'Influenzamento è l'esagramma che rappresenta la primavera. Il periodo del ciclo (clicca sul link per approfondire) a cui coincidono i preparativi per l'impollinazione e per cui, traslato, anche a un nuovo stato di vita. La natura ha regole proprie, comuni alla specie di appartenenza, che servono come meta-linguaggio. Questa tipo di comunicazione è di carattere sottile e, per raggiungere l'unione con l'altro da sè, è il mezzo che abbiamo a disposizione. Senza l'influenzamento, e il relativo periodo di conoscenza, ne risente l'azione spontanea sincronica perchè opponiamo resistenza al meccanismo naturale che lo rende vitale. (Per approfondire l'esagramma clicca sull'immagine)

Ciao Berenice, grazie a nome di tutti. :)


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venerdì 23 maggio 2014

I Ching, Carl Gustav Jung, Wolfgang Pauli e l'Alchimia - Storia 1

Quando si parla di I Ching e Carl Gustav Jung, le cose si complicano a causa delle diverse posizioni accademiche che gli studiosi e gli operatori di settore assumono.

Gli operatori di settore rigidamente fedeli ad antiche scuole e/o tradizioni, disdegnano Carl Gustav Jung perchè è europeo, non può aver capito nulla e quindi blatera di idee solo sue. Gli accademici invece considerano la Teoria della Sincronicità un'ipotesi senza valenza scientifica e il suo rapporto con I Ching una delle stramberie, di cui spesso soffrono i geni, a cui la storia ci ha abituati.

Vero però che Jung è stato lo scienziato che, nel corso della propria vita, non solo ha sdoganato le idee empie e sovversive di Sigmund Freud, ma ha anche compiuto una profonda, e al limite del border-line, ricerca sull'inconscio umano e i suoi meccanismi.

Libro Rosso - Carl Gustav Jung
Jung era un visionario. Lo racconta in Ricordi Sogni Riflessioni, lo disegna dettagliamente nel suo diario, ma è altrettanto vero che Carl Gustav Jung era anche un uomo molto concreto. Un uomo che abbinava il desiderio di riflessione e solitudine, a un intenso ed alacre lavoro manuale che nel 1923 lo portò a costruire la torre di Bollingen.

Di quest'uomo, pubblica figura ed uomo privato, noi contemporanei pensiamo di sapere tutto. O quasi tutto.

Ne leggiamo i libri. Ne scrutiamo e sezioniamo le parole cercando recondite verità mai espresse. Apriamo i suoi diari alla ricerca delle tracce della sua complessa, variegata, poliedrica e geniale personalità. Guardiamo la sua famiglia, giudicando le sue relazioni personali, alla ricerca del quid che lo rendeva così diverso dagli altri.

Ma Carl Gustav Jung non è nei suoi libri, non è negli aneddoti, non è nelle sue teorie e non è nemmeno nei suoi più famosi enunciati.

Carl Gustav Jung è per noi lo scienziato che scrutava gli schemi della mente per cercare la cura ai mali che la affliggono.

E' l'essere umano che inseguiva l'equilibrio del pensiero e della pratica manuale, per trovare un senso anche ai propri intensi, colorati e complessi, per cui non meno "disturbati", percorsi mentali.

Percorsi che in quel periodo storico - come per Leibnitz prima - scatenavano spesso pesante ironia se non disprezzo.

Carl Gustav Jung
Carl Gustav Jung per noi, posteri del futuro, rimane l'uomo che manifesta la proria essenza nelle ore e ore, di totale e lontana solitudine, in cui limava la pietra cercando la soluzione tecnica e scientifica delle proprie idee.

Ricerche che in grande parte trovavano contesto e riscontro - sempre come per Leibnitz prima di lui - nell'orientale I Ching e nei trattati d'Alchimia occidentale.


Jung passava molto tempo solo, perchè non aveva modo di confrontarsi con nessuno che condividesse almeno parte delle sue originali ed innovative idee.

Temeva di esporsi al ridicolo, ma non poteva sottrarsi alle proprie conclusioni.

Poi incontrò Wolfgang Pauli.

Se Jung era in grado di far schioccare le antiche librerie di legno per dimostrare la Teoria della Sincronicità a piacimento (e contemporaneamente provocare l'irrimediabile ira del rigidissimo Freud), Pauli aveva invece il privilegio d'esser noto per il sicuro effetto catastrofe che era in grado di causare con la sua sola presenza, anche in un treno di passaggio, ovunque si stesse svolgendo un importante esperimento scientifico.

Wolfgang Pauli
Ma se Jung utilizzava il ritiro e il lavoro manuale per disciplinare la propria mente, Pauli invece conduceva una doppia vita.

Di giorno era il rinomato studioso che forgiava teorie di fisica così innovative da polverizzare molte antiche e datate certezza, mentre di notte (per sfuggire all'irrequietezza da cui era divorato) si trasformava nel più classico dei mr. Hyde dedicandosi, con ampio impegno e doveroso successo, all'uso ed abuso di sesso, droga e rock'n roll.

La storia racconta di un crollo nervoso, o forse fu un intervento della figlia, ma per questo motivo nel 1930 divenne paziente di Jung il quale, volenterosamente e metodicamente come sua abitudine, iniziò a curare il disturbo che provocava il malessere psichico dello scienziato.

Per lui deve essere stata una grande emozione scoprire che, ciò che disturbava l'equilibrio psicologico del teorico quantistico, era lo stesso orientamento di pensiero che disturbava anche il proprio.

Tutti e due avevano un'idea che non riuscivano a comunicare.
Tutti e due avevano capito un meccanismo universale per cui non trovavano gli elementi culturali e scientifici adatti con cui dimostrarlo.

Ma per tutti e due la certezza della sua esistenza, e la frustrazione causata dalle rispettive posizioni professionali che esigevano una reputazione integerrima, causava loro un'intensa eccitazione mentale che non riuscivano a placare.

Un'intuizione evidente che non era - e ancora non è - possibile dimostrare in laboratorio alle condizioni richieste dall'inevitabile protocollo degli esperimenti scientifici riconosciuti ufficialmente.

Essendo tutti e due studiosi altamente specializzati, non potevano comunicare fra loro utilizzando i postulati teorici delle rispettive discipline, visto che i concetti più sottili avrebbero richiesto anni di approfondimento, ma entrambi studiavano da tempo i testi d'Alchimia Occidentale.

Questo permise loro di condividere un linguaggio molto sofisticato, articolato e significativo, adatto alla speculazione teorica dei massimi sistemi.

Gli antichi simboli alchemici divennero il glossario e il campo di indagine comune che li aiutò a implementare le proprie teorie e se Pauli era ossessionato da un numero primo, Jung invece lo era da quello che poi sarà l'enunciato della Teoria della Sincronicità del 1950.

L'esistenza di un'unica regola.

Che in oriente alcuni chiamano TAO.

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domenica 4 maggio 2014

I Ching, il Nobile, l'Ignobile e le Dipendenze Emotive

Buongiorno,
riprendiamo parte delle materie gia affrontate nei post precedenti,

- I Ching - Paragrafo 10: Il Desiderio, il Nobile, la Dipendenza Emotiva (clicca sul link per approfondire)
- Abitudini, Dipendenze Mentali (clicca sul link per approfondire)

- Realtà, come il Cervello Approccia il Ragionamento (clicca sul link per approfondire)

lasciandovi alla visione di questo breve video, che ben illustra come vengono costruiti gli schemi mentali.

Buona visione a tutti e lasciateci i vostri commenti sull'argomento!!! :)




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venerdì 14 marzo 2014

I Ching per Risveglio - Come Consultare e Interpretare I Ching I

Ciao @Cieloevento,
ho visitato il blog e mi son subito chiesta: c'è una guida alla consultazione? Ad es. come porre la domanda? Voi usate i bastoncini di achillea o le monete? Le percentuali pare cambino molto riguardo alla possibilità di linee mutanti... Buon tutto a noi! Risveglio

Buonasera Risveglio,
benvenuta, per orientarti meglio nel blog ti consigliamo di cliccare qui e qui.

Per approfondire il tema dei lanci e dei responsi cliccare qui.

I MANUALI
Di guide alla consultazione di I Ching ne esistono migliaia. Ogni nazione ha una produzione propria e traduce dall'oriente ciò che i loro studiosi e/o redattori editoriali ritengono opportuno proporre al pubblico.

In Cina esistono centinaia di Scuole che utilizzano il Sistema Complesso I Ching (clicca sul link) per approfondire i loro studi, e ognuna di loro giunge a teorie e paradigmi propri che si distinguono solo ed esclusivamente per orientamento di interpretazione.

Ciò che infatti contraddistingue Yi da qualunque altro testo è che, per quante parole siano state utlizzate e ancora ne verranno trovate per poterlo interpretare, in realtà I Ching è forma e contenuto qualitativo. Non tratto e contenuto quantitativo.

La forma è decretata dal simbolo (i 64 esagrammi), mentre il contenuto qualitativo è definito dal valore che il consultante è in grado di attribuire al segno ottenuto. Quanto è in grado cioè di riconoscerne le caratteristiche.

Nei testi occidentali invece non è così. Le nostre parole sono un susseguirsi di lettere che si compongono, (così come i nostri numeri - tratto), mentre i contenuti che trasmettono sono solo di carattere quantitativo (servono cioè per definire) e questo è esattamente il problema semantico contro cui ogni occidentale che ha tradotto Yi si è scontrato.

I Ching - Richard Wilhelm

Richard Wilhelm è stato il miglior traduttore in assoluto. Grazie a lui e al suo lavoro di inculturazione è stato possibile comprendere la struttura di base che determina il sistema, ma è anche vero che proprio perchè il lavoro fatto da Wilhelm è di carattere culturale, piuttosto che sinologico, la sua traduzione può essere contestata dai puristi della tecnica (vedi Edizione Eranos e Philastre).

Noi della redazione di @Cieloevento siamo tutti concordi nel ritenere che l'unico manuale che valga la pena consultare per imparare l'uso di I Ching, è I Ching stesso.

Noi consigliamo la traduzione di Richard Wilhelm edizioni Astrolabio o Adelphi.


COME PORRE LE DOMANDE
I Ching è la metafora di un viaggio. L'interprete principale è il Nobile/Ministro/Saggio/Guerriero/Generale; Yin e Yang (clicca sul link per approfondire) le armi di cui dispone e il Tao (clicca sul link per approfondire) l'ambiente in cui si muove.

I Ching è per cui lo strumento del Nobile (clicca sul link per approfondire), i 64 esagrammi il reportage del momento sincronico corrispondente alla domanda (il totale di tutti gli ingredienti), mentre il Tao definisce i limiti entro cui muoversi per porre la domanda (per approfondire clicca qui).

In realtà si può chiedere ciò che si vuole.
Il problema reale è appunto l'orientamento con cui lo si fa e quindi le aspettative che si proiettano sulla risposta (per approfondire clicca qui).

Questa è quindi una domanda a cui noi, per quanta buona volontà si abbia, non possiamo dare risposta. (Per approfondire clicca qui)

ACHILLEA O LE MONETE
Bastoncini x Consultazione
Le monete cinesi avevano il buco perchè non esistevano i portafogli. Era perciò più sicuro farne una collana infilandole in un legaccio di cuoio e poi portarle intorno al collo (cfr. 16.4).

Lo sviluppo storico e culturale del testo è passato attraverso diversi metodi di consultazione, fra cui i famosi steli di achillea che per caratteristiche di forma ottengono percentuali matematiche diverse d'estrazione delle linee ma, quello che in realtà conta, non è che cosa si usa per determinare un esagramma. Bensì come si approccia il testo.

Per esperienza possiamo dire che con il sistema degli steli è molto facile che escano esagrammi con tutte e 6 le linee mutanti, mentre le monete (che per loro natura hanno la stessa possibilità d'estrazione su ogni linea) sono più accurate.

Di fondo però è bene ricordare che ognuno è libero di scegliere il metodo che preferisce, senza angustiarsi troppo per supposte regole a cui, moltissimo tempo fa, il libro a noi rispose così: (cfr. 48.1)

"A un pozzo vecchio nemmeno gli animali si abbeverano più."

Ciao Risveglio! :)


Lettura consigliata: Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi - René Guénon, Adelphi 

Per approfondire cliccare qui.

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giovedì 27 febbraio 2014

I Ching e Tecnica 6: Yin e Yang, Nascita del Concetto

Ciao @Cieloevento,
sto leggendo con attenzione questo responso 29.4 > 47 (clicca sul link per approfondire), perchè oggi ho ricevuto questa risposta in merito ad una domanda relativa all'interesse che può avere una persona per me. Secondo voi ha risposto realmente alla domanda oppure ad un mio disagio? In fondo questa persona non è che mi interessi cosi tanto, era una mia curiosità, perchè è spesso ambiguo e sfuggente.
Grazie S.

Buonasera S.,
approfittiamo della tua domanda per parlare ancora del modo migliore per approcciare il testo e i suoi contenuti.

La storia di Yi (cioè dei 64 esagrammi) (clicca sul link per approfondire) è molto antica e ha profonde radici nello sviluppo intellettuale e manuale del popolo orientale. Yi è quindi soprattutto un certo modo di pensare, un orientamento o paradigma (clicca sul link per approfondire), che è anche lo stesso modo che porta ogni cinese a dichiarare che qualunque cosa si muove va bene per essere mangiata. Anche i cani.

Tao
Noi occidentali, di fronte a ciò che ingeriamo, ne facciamo un discorso culinario nella stragrande maggioranza dei casi, o esoterico se rapportiamo certi tipi di animali (i vermi per esempio) al nostro stato di coscienza. Che tradotto in termini evoluzionisti suona più o meno così: un predatore alfa (cioè all'apice della catena alimentare), raramente ha bisogno di mangiare vermi (tradotto in modo ancora più semplice: che schifo).

Ma il popolo orientale si è sviluppato in un territorio geologicamente molto diverso dal nostro e le loro esigenze di sopravvivenza, soprattutto in tempi fortemente arcaici, potevano essere soddisfatte solo a diverse condizioni dalle nostre. Avevano cioè necessità e possibilità estremamente differenti. Sia per il tipo di cibo che potevano procurarsi, che per le realtà territoriali e tecnico/meccaniche che avevano a disposizione.

Le due mentalità partono per cui da due paradigmi di base completamente diversi. Il paradigma orientale infatti, inizia dal presupposto che tutto ciò che accade fuori ha un'implicazione energetica interiore connessa. E' come dire scontata, perciò non si mangia il verme solo per le proteine che può apportare. Si mangia qualunque cosa si muova e sia commestibile perchè è vitale. Possiede cioè un'energia propria. Concetto di Qi (per approfondire clicca sul link).

Questo tipo di speculazione ha portato poi allo sviluppo di pratiche come il Feng-Shui, l'Agopuntura, il Tai-Chi, la Medicina Tradizionale etc. (giusto per citare le più conosciute), ma Yi, o meglio il Sistema Complesso I Ching (clicca sul link per approfondire), che è un work in progress durato almeno 2000 anni e che ha coinvolto tutta la popolazione cinese, è la base culturale di partenza. Il modo in cui il loro cervello costruisce il ragionamento. E questo modo è spesso inafferabile per un occidentale che non ha ancora una grande dimestichezza con il concetto di Yin e Yang (clicca sul link per approfondire).

Che sono il movimento del Tao (clicca sul link per approfondire).

Leonardo da Vinci
In Occidente ci sono antichi saggi (di cui come Lao Tzu non si è affatto sicuri della loro reale esistenza in vita), che hanno dichiarato lo stesso principio enunciando che "Ciò che è in alto è come ciò che è in basso". Che però, essendo un concetto troppo ermetico ed iniziatico (quindi davvero comprensibile a pochi), è di così larga manica da permettere analogie spesso superficiali per poter essere approfondito come invece dovrebbe.

Con Yi questo non può accadere.

Yi esplora il sistema enunciato dalla regola ermetica del "Come in alto così in basso e come in basso così in alto" ed è una tecnica. Non una teoria.

Ed è coerente e costante nel tempo.

Propizio per perseveranza.


In Oriente invece tutti condividono spontanemante l'idea di base che tutto è Qi e Yin/Yang ne sono la diretta conseguenza. Volenti o nolenti il sistema enunciato da Yi, con suoi i rapporti fra linea dritta/linea spezzata e loro mutamenti (cioè inversione di polarità), è infatti inscritto nell'inconscio collettivo della Cina. Volenti o nolenti, la loro abitudine di "disegnare" (quindi ragionare per simboli) anche le parole (ideogrammi), è la diretta conseguenza della loro inclinazione a speculare in modo lineare. Per questo fu anche possibile che individuassero il sistema binario molto prima di Leibnitz.

Avendo a disposizione i 64 esagrammi e l'abitudine di raggruppare le informazioni per qualità (1 = yang, attivo, drago, linea dritta etc. - 0 = yin, passivo, tigre, linea spezzata etc.), fu possibile intuire lo stesso ragionamento, che portò successivamente all'algebra booleana e al linguaggio binario dei calcolatori, applicando una connessione logico-simbolica piuttosto che strettamente logico-matematica come fece invece Leibnitz.

Ma certo il risultato non cambia. Si giunge a un'identica conclusione applicando ambedue i processi di ragionamento. E se il risultato non cambia allora vuol dire che è una costante, soprattutto se oggi tutto ciò che conosciamo ha un codice a barre (un item) che lo identifica. Un codice a barre utilizza la stessa logica di sistema simbolico del codice binario. Quindi enunciano e manifestano la stessa regola.
 
Meme
Item vuol sostanzialmente dire percorso. Ovvero non una o più cifre, ma una serie di simboli quantitativi che identificano i contenuti qualitativi molto più velocemente di una sequenza di numeri o di una pagina dattiloscritta.

Dietro questa immagine, per esempio, tutti noi sappiamo bene che esiste un mondo proprio. Questo tipo di simbolo si chiama meme.

Praticando i lanci e confrontandosi con il testo, nel tempo gli esagrammi divengono così famigliari da iniziare a comportarsi come dei meme. Diviene quindi facile intuire il contenuto della risposta solo osservando il mutamento della linea. Diventano cioè inutili le parole perchè si "sa" per esperienza che quel mutamento significa un certo range di possibilità.

Perchè I Ching usa 64 esagrammi declinati per 384 linee per dire un'unica cosa, esattamente come I 36 Stratagemmi sono le diverse angolazioni e sfumature di un unico stratagemma. E tutti e due i testi enunciano e sono la diretta conseguenza di un'unica regola.

Come abbiamo già più volte detto (clicca qui e qui per approfondire) I Ching non parla a noi degli altri, parla più propriamente a noi di noi stessi e non sempre la domanda che poniamo è di facile risposta. Non è possibile infatti influenzare la natura di Yi (cfr. 31.5) perchè essa è sincronica. Di conseguenza se noi poniamo una domanda su una nostra dinamica che è sincronica a propria volta, la sua natura si manifesta nel rispondere l'unica cosa che può per rimanere fedele e coerente a sè stesso. Cioè non rispondere, oppure ancora meglio riproporre la domanda.

Tutti gli allievi di lungo corso conoscono bene l'umorismo sarcastico e pungente del testo.
Pare che sia implicito nel pacchetto! ;)

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domenica 21 ottobre 2012

Spontaneità

Pensare che il Taoismo sia una religione, è fondamentalmente un errore di valutazione creato dalla diversità semiotica che esiste fra la visione orientale e occidentale

In realtà il Taoismo (clicca sul link per approfondire) è più propriamente uno stile di vita che riconosce un'unica grande regola (chiamata Tao - clicca sul link per approfondire) che agisce spontaneamente su tutti i livelli della manifestazione umana e cosmica (chiamato Qi - clicca sul link per approfondire) a cui si uniforma coscientemente (clicca sul link per approfondire), cioè con una profonda consapevolezza sia di sè che dell'altro da sè (cioè l'ambiente, il Tao stesso).

Lo sconosciuto, l'alieno, l'ombra.

Il riconoscimento di questa regola porta il praticante a vivere una profonda anarchia interiore, in cui la dicotomia fra Yin e Yang si fa estremamente labile, mentre l'individuazione di ciò che è spontaneo per potervi aderire eticamente non sempre è un'operazione che riesce appunto con semplicità.

E' uno stato a cui bisogna applicarsi ed allenarsi per poterlo raggiungere.


Per ottenere questo invidiabile equilibrio psico-fisico (in cui ogni cosa diviene oggettiva anche se intensamente vissuta), si applica l'osservazione delle cause e degli effetti nelle dinamiche in cui si è coinvolti, anche collateralmente, per trovare il modo di sfuggirvi pur facendone parte.   

La spontaneità in questo senso non è più quindi intesa come un atto leggero ed evanescente ideale in un gioco per bambini. 

La spontaneità a cui si fa riferimento in senso taoista, è ciò che si manifesta al di là di qualunque desiderio, raziocinio o possibilità egoica.

Il movimento che si propone spontaneamente viene considerato l'unica via di vita possibile, e la partecipazione attiva a questa dinamica ha il solo scopo di vivere in modo che sia possibile sganciarsi emotivamente da ogni processo umano, mutando con il tempo e le sue necessità cicliche, senza nessun senso di rimpianto o perdita.

E se per non avere rimpianti è necessario partecipare alle azioni del mondo con il giusto contributo, allora è spontaneamente necessario saper riconoscere quando è il giusto tempo per fermarsi. E non chiedere di più.

Il sapersi fermare spontaneamente, per non possedere, è un contributo attivo all'armonia del movimento cosmico che si manifesta e vive il proprio stato attraverso la vita stessa.

Per un taoista le cose si compiono quindi per gradi, ma la spontaneità del moto è la pietra su cui costruisce la propria forza e interazione col mondo.

 
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giovedì 18 ottobre 2012

Sincronicità

Gli atti sincronici rafforzano per cui il senso di fede e ad ogni atto corrispondente cresce la certezza d'essere degli affrancati. 

Dei giusti sostenitori della corretta causa e della giusta via.

Accade per esempio che l'oroscopo personale sia perfettamente aderente allo stato vissuto; che i sogni possano essere così lucidi da diventare reali; che si apra una pagina a caso per leggere lo stesso strano responso; numeri ricorrenti che si presentano oltre ogni probabilità, o ancora segnali interconnessi fra colori, suoni e odori, che avviluppano il nostro corpo in quella sorta di invidiabile certezza che ci rende immortali in vita. 

E divini. 

Finchè dura.

Anche vero però, che non sempre l'atto sincronico è veramente tale. In fondo il potere della nostra mente è abbastanza grande da innescare con facilità una serie di reazioni a catena che lo manifestano a nostro preciso desiderio. Anzi più profondo e radicato è questo desiderio, maggiore è la probabilità che si esteriorizzi.  

Ma allora, quanto ciò che accade è davvero spontaneo al flusso cosmico, e quindi realmente sincronico, e quanto non lo è? 

A questa annosa questione sono le forme religiose che pongono il limite indicando un obiettivo superiore al di fuori delle proprie egoistiche e narcisistiche necessità. Il rito, soprattutto se con lunga tradizione alle spalle, è come il modello di un cluster di pensiero a lunga memoria, in grado di attivare un cluster mentale simile (quindi con gli stessi spazi neuronali di riferimento), in tutti i praticanti del rito stesso e maggiore è il numero dei partecipanti all'atto pratico, maggiore è l'influenza psichica che si riversa in chi è normalmente disponibile a uniformarsi. Si potrebbe dire che più si è avvezzi a conformarsi agli schemi mentali precostituiti (mode, target, abitudini, desideri, vizi etc.) sociali e più questo processo si innesca facilmente. 

Le onde cerebrali emesse durante una celebrazione, sono in grado di indurre lo stesso schema nei cervelli delle persone presenti nel raggio di qualche centinaio di metri. Per poi affievolirsi e infine disperdersi nel flusso psichico comune dopo un certo periodo di tempo. 

Maggiore è la frequenza del rito, maggiore è la coerenza del cluster originale e dell'effetto che provoca. 
Maggiore è l'intensità dei cluster attivati durante il rito, maggiore è l'effetto esterno. Maggiore è la pratica del rito, maggiore la facilità con cui i praticanti sono in grado di mantenere il cluster mentale di riferimento per lunghi periodi di tempo diventando, per così dire, attivi nel produrre "sincronicità" (clicca sul link per approfondire) coerenti all'oggetto del culto.

Interessante vero?

A catechismo questo non lo insegnano e nelle scuole iniziatiche, anche di alto lignaggio, ne parlano più come di un miracolo divino che non di un vero e proprio atto d'influenza cosciente sull'ambiente. 

E questi sono decisamente un credo e un insegnamento non coerenti per chi si professa esoterista.

Ma allora qual'è il punto? Dove lo scetticismo si arrende di fronte a una logica superiore, a un disegno che appare talmente grandioso da implicare per forza la parola dio, l'origine, il viaggio e lo scopo della nostra esistenza?

Perchè parliamoci chiaro. Rode a tutti un casino dover tirare il gambino e proprio perchè ci rode passiamo la metà della nostra vita inscenando i nostri personalissimi drammi. Meglio che niente.

Ma proprio grazie a tutto questo, e sopra tutto questo, nasce un'ulteriore questione: ma perchè dovremmo essere guidati da forze che indicano la retta via a priori, quindi avere un destino prestabilito e predeterminato da tale dio, quando le possibilità offerte da questo mondo, unica cosa certa, sono miliardi?

Ah ah! è proprio qui che casca l'asino! cioè noi. Certo, le possibilità sono miliardi, e tutte si proporranno nella nostra vita facendo l'inchino, solo che noi non avremo abbastanza tempo per riconoscerle, non saremo coerenti cioè allo stato che le manifesta, e non le individueremmo neanche se qualcuno facesse un film educativo e ce lo sciorinasse davanti al naso.  

Nell'entropico universo in cui siamo oggettivamente inseriti, saremo sempre e solo in grado di focalizzare alcune possibilità piuttosto che altre, nonostante la nostra volontà contraria. I parametri per intraprendere cambiamenti che possono emrgere dalle probabilità, sono molteplici e non tutti si calibreranno nel modo giusto (al tempo adatto cioè), per poterle veramente possedere piuttosto che sprecare.

E mentre gli dei dell'olimpo continuano a spargere favori a seconda dei pianeti che transitano sopra di noi, l'umanità parla ancora di karma e libero arbitrio. 

Mentre dentro prega "Padre famme 'a grazia".


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martedì 16 ottobre 2012

Scienza vs Religione

L'accademia occidentale ha passato molto del suo tempo a discutere e approfondire ogni cavillo che potesse dimostrare l'esistenza di dio e il modo migliore per ingraziarselo.

All'inizio religiosi e scienziati condividevano la stessa visione (sociale, morale e teologica), in cui era necessario che la corrispondenza totale fra ciò che si tramandava per fede e ciò che veniva assodato fosse assoluta. 

Ma se ad evidenti contestazioni per molto tempo fu il dogma a porre fine ai dilemmi, poi fu proprio questa forma di integralismo a portare alla grande e mai risanata scissione fra scienza ed esoterismo.

In pratica la necessità teologica di dover piegare l'evidenza fisica al dogma letterario della parola profetica, ha portato gli uomini di scienza ad abbracciare l'idea comune, e giustificata, di ritenere che qualunque indicazione contenuta nei testi adottati dai poteri spirituali fosse a priori una fantasia letteraria.

Perchè giustificata?

Perchè se fino a un certo punto la scienza poteva accettare il dogma, e addirittura sfruttarlo a favore dei propri fallimenti di indagine, man mano che sviluppava nuove tecniche e prospettive se ne allontanava per evidenza.

Inoltre non necessariamente i testi, per i loro sottintesi valori simbolici ed allegorici, adottati dai grandi movimenti religiosi, contengono l'informazione che viene divulgata e/o accettata come unica interpretazione veritiera e contestuale di quella realtà. E comunque, laddove le prove adottate a sostegno di una tesi sono mitologiche e/o dogmatiche, per un accademico o scettico qualunque, non solo non sono oggettive, ma neppure ammissibili in un contesto razionale.

Per esempio le interpretazioni della bibbia sono molteplici e ad ogni livello di lettura è possibile intuire che non tutto quello che viene sostenuto sia falso, ma al contrario è davvero molto difficile affermare quanto sia vero e comprovabile il resto.


Il senso di fede, o meglio la certezza del tutto umana di una coscienza antropomorfa come progenitore della vita in tutta la sua interezza, è fondamentalmente una domanda inespressa. 

E' il desiderio di sapere con assoluta certezza che questo dio esiste davvero, che ci ama singolarmente proteggendoci in vita e che per consolazione ci farà un ultimo grande e bellissimo dono quando sarà arrivato il fatidico e ineluttabile momento in cui tireremo il gambino. 

Un ulteriore sprazzo di possibilità post mortem, che solo un padre indulgente e pieno d'amore può concedere al figlio peccatore, renitente e sconsiderato solo perchè umano e devastato da ineluttabili sensi di colpa

Un puro bonus d'amore 3D in free download.

Interessante visione.

Sia del peccato, che del dio progenitore.

Ma il senso di fede ha un grandissimo pregio. 
Un senso di fede ben orientato quieta le ansie e produce karma migliore con effetto quasi immediato. Il solo atto del dirigere verso l'altro da sè il valore di un'azione che comprende anche l'esistenza di questo altro, e quindi la sua accettazione, lentamente ma inesorabilmente produce una compensazione attiva in cui atti sincronici correlati tendono a manifestarsi contribuendo a rafforzare il senso di fede stesso. 

L'invidiabile certezza di percorrere la via migliore. 

Magari verso Damasco. 

E per uno scienziato, la Gerusalemme Liberata, potrebbe decisamente assomigliare a un premio Nobel riconosciuto in vita.

Ma allora che differenza esiste, se non ha importanza ciò in cui si crede visto che l'atto della fede è insito in qualunque uomo, e per questo in dotazione e adottabile come qualsiasi altra possibilità e qualità umana?

Se come esseri umano siamo quasi tutti d'accordo che qualcosa d'altro esiste al di là e al di fuori di noi, anche vero che questo altro non necessariamente incarna i valori che normalmente gli attribuiamo.

Anche per questo lo chiamiamo mistero. 

Ignoto.


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sabato 29 settembre 2012

Apocalisse

Agli inizi degli anni '90 la parola Apocalisse evocava ancora l'ultimo libro del Nuovo Testamento. Ma mentre la fine del secolo si avvicinava il mille non più mille, dipinto anche dalle oscure profezie di Nostradamus, si faceva quotidianità.

Fra un satana che avrebbe dovuto disciogliersi, quattro cavalieri imbizzarriti, il papa nero, e la fervida immaginazione di alcuni ispirati affabulatori, a capodanno l'anno 2000 venne alla fine salutato esattamente come tutti gli altri anni. Se non fosse stato per quella lieve sensazione di sollievo collettivo, misto a delusione, che per qualche giorno perdurò ancora.

In quel periodo era ancora la Profezia di Celestino per la massa. The Secret e la pianificazione neurolinguistica arrivarono molto dopo. Da quel momento però è stato come assistere a un coro in crescendo che, per un'apocalisse mancata ha subito iniziato ad invocarne un'altra.

Così, come fosse un gioco. Come se questo mondo non esaudisse esattamente tutti i nostri desideri. Massa umana che ancora non si rende pienamente conto della portata delle proprie azioni e dei propri pensieri.

Nel frattempo qualche predicatore ha indicato nuovi giorni, brillantemente superati, in cui la terra convulsa avrebbe dovuto tremare e come cane infastidito liberarsi delle pulci (cioè noi) scrollando il pelo. Ma sicuramente oramai da qualche anno, la data più accreditata e gettonata è indiscutibilmente il 21 dicembre 2012.

In questa data un evento di natura imprecisata e dimensioni planetarie investirà la terra e per noi, per l'umanità, nulla più sarà possibile fare. Moriremo. Come razza, come civiltà, come pianeta. 

Finalmente l'agognato castigo dei molti e finalmente gli infedeli pagheranno con dolore il non aver creduto nell'unico dio (spazio pubblicitario libero per divinità in calo di popolarità).

William Blake

Intanto, nell'immaginario collettivo, cinematograficamente popolato di vampiri e licantropi, che procreano mutantropi figlioli con l'umanità, la palma della vittoria appartiene ancora ai mangiatori di carne umana. 

Morti viventi e deambulanti, il cui solo morso condanna alla stessa crudeltà. 

Tutti felicemente e appassionatamente insieme fino al mattino dopo.

Morenti dementi. Zombies freschi d'alba e canna mattutina ai sali da bagno, che tanto appetitosa rende la faccia del vicino di casa. E anche della fidanzata se è per quello. L'hanno chiamata Settimo Cielo e non si capisce ancora perchè.

Più onesti con la Desomorfina, Krokodill per gli amici, che rende novelli lebbrosi subito dopo la seconda dose. Mix di codeina, benzina, olio, detersivo industriale e iodio, non risveglia istinti sopiti ma è come farsi sbranare.

Da uno zombie appunto.

Uno zombie interiore che provoca il collasso del setto nasale per troppi soldi e cocaina.

Analogie certo, nulla di concretamente vero, solo il ripetersi ossessivo di certe frasi, di certi commenti, presenti ovunque nei testi di sapere dell'umanità di ogni dove, di ogni luogo, di ogni epoca.

Attento a ciò che desideri. 
Potresti ottenerlo.


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