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mercoledì 9 ottobre 2013

I Ching - Paragrafo 4 > Dialettica e Fisica

Non è facile approcciare materie complesse, come l'antica disciplina proposta da Yi, senza scadere nel ridicolo.

Il ridicolo è dettato dalle semplici analogie con cui si possono interpretare le parole, ovvero gli ideogrammi che accompagnano il testo, e dalla difficoltà di creare postulati basati su realtà di fatto inafferrabili.

Inafferrabili se non si utilizzano i paradigmi corretti, per questo è necessario collegare la metodica di interpretazione attuale, all'orientamento di pensiero plausibile dell'epoca in cui il testo si è sviluppato. Tradurre un ideogramma in modo letterale perchè si conosce il significato di un segno, non significa d'essere in grado di trasmettere il senso compiuto dell'elaborato di cui è parte integrante, soprattutto se gli ideogrammi arcaici a cui è possibile riferire Yi sono tuttora oggetto di diatribe e forti contestazioni in patria.

Ogni scuola di pensiero reclama la giusta interpretazione e l'unico paradigma di riferimento, ma quando si parla di Yi le cose si complicano parecchio visto e considerato quanto e come il popolo orientale ha l'abitudine di revisionare ciclicamente, e statisticamente, i testi più importanti. Non si può quindi dire che una scuola specifica rappresenti Yi, ma si può tranquillamente affermare che Yi le rappresenti tutte.

In realtà il sistema che lega i 64 esagrammi l'uno all'altro è algoritmico, ma la cosa indubbiamente stupefacente è l'attinenza degli ideogrammi a un sistema algebrico che collima perfettamente, ovvero sincronicamente, al motivo per cui chi consulta ne approccia la tecnica.

In questo post abbiamo parlato di cosa avviene quando un elettrone cambia spin e in quest'altro post  di come l'atto dell'osservare sia in grado di influenzare il risultato facendo collassare la funzione d'onda (il movimento d'energia) con la semplice osservazione stessa. 

Ma questo per Yi è come dire che la linea di un esagramma muta. Appena una linea muta infatti, automaticamente muta anche l'esagramma che "diventa" un altro. In realtà è lo stesso esagramma che è semplicemente traslato in uno stato nuovo (ne deriva per cui), assumendo un diverso valore algoritmico, quindi un diverso disegno e un diverso significato, ma rappresentando la stessa cosa contemporaneamente perchè l'esagramma originale in realtà è uno. Ed è sempre lo stesso: 

On

O composto da 6 linee Yang 


Off
O composto da 6 linee Yin


1 - Il Cielo








Affermare che l'esagramma composto da sei linee dritte




 
2 - La Terra


non sia l'esagramma composto da sei linee spezzate










non è del tutto corretto, è semplicemente detto che due forze uguali si contrappongono. Ma se sono uguali e contrapposte che cosa le differenzia? Lo spin, il senso del movimento: destra per Yang, sinistra per Yin e se quando modifico lo spin dell'uno immediatamente si modifica anche lo spin dell'altro, allora significa che sono la stessa cosa.

E' quindi lo stato di coscienza dell'osservatore a determina lo spin di base (dx o sx) su cui poi vengono distinte le diverse polarità delle 6 linee che determinano invece la mappa precisa del momento indagato. E il suo contrapposto.


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giovedì 26 settembre 2013

I Ching - Paragrafo 2 > Logica Matematica e Simbolica

In oriente l'abitudine comune degli Imperatori, volta all'educazione sistematica della popolazione, è sempre stata quella di eliminare l'antica tradizione e introdurre il nuovo con metodi diretti all'evolversi della società verso nuove forme di pensiero ed obbedienza. Questo processo comportava l'eliminazione di usi e costumi, o l'evolversi degli stessi in forme definitive e ufficiali decretate dall'Imperatore stesso.

L'errore più comune degli uomini del presente è considerare i cosiddetti testi sacri frutto di speculazioni emotive e visionarie volte alla ricerca di dio, dimenticando che nel passato comune della specie umana l'uomo di scienza è sempre impossibilitato dal limite del linguaggio storico e tecnico del proprio periodo di appartenenza.

Ogni epoca è contraddistinta da scoperte tecniche e intuizioni teoriche, ma non sempre le armi intellettive a disposizione del periodo storico sono adatte a spiegare che cosa realmente è stato individuato. Ci sono fenomeni, come quello che divulgativamente viene chiamato memoria dell'acqua (che fa parte di una lunga serie di realtà empiricamente dimostrate da migliaia d'anni), di cui solo oggi la scienza ufficiale inizia ad affermare, timidamente e vagamente, che "l'acqua, se sottoposta a determinate condizioni, crea sovra-strutture molecolari in grado di contenere un'informazione precisa".

Buttando un occhio al passato si scopre che Leibniz è stato ferocemente criticato per le sue inutili e inapplicabili scoperte, a tal punto che le impressionanti analogie fra il suo codice binario e il libro dei vaticini Yi Jing vennero bollate come chinoiserie e come tali sempre trattate da allora.

Fortunatamente ci fu un logico matematico che amava l'algebra, e che si chiamava Boole, a cui venne la brillante idea di verificare quale algoritmo contenesse il codice di Leibniz fregandosene altamente della disprezzante opinione accademica comune. Se questo non fosse accaduto, probabilmente non stareste leggendo questo testo dal vostro I-Pod o pc.

E' quindi sbagliato sottovalutare gli antichi testi, quanto è sbagliato applicare parametri di lettura che non appartengono a chi li ha creati e talvolta, se i richiami sono ripetuti da più parti e da più uomini di scienza come nel caso di Yi, allora vale la pena approfondire per domandarsi che cosa sia nascosto veramente dietro questa mappa che ha circa 2.000 anni.

Codice Binario


Sostituendo la linea spezzata con 0 e la linea dritta con 1 agli esagrammi contenuti nella figura geometrica quadrata, partendo a leggere da sx in alto verso dx, i numeri binari così ottenuti rappresentano in perfetta successione lo schema del codice ideato da Lebniz durante l'ideazione delle prime macchine calcolatrici.

La cosa interessante di questa mappa, a questo punto, non è tanto ciò che è stato risolto, il quadrato, ma il cerchio la cui progressione non è ancora stata compresa in termini tecnici e reali. A tutti gli effetti non si capisce quale sia la connessione matematica che lega gli uni agli altri.

Eppure, per chiunque abbia una buona dimestichezza con i 64 esagrammi, una volta esaminati in progressione è possibile intuire quale sia la logica che li connette. Il problema per il resto del mondo è che non essendoci un linguaggio che li identifichi per ciò che sono (senza paradigmi pre-esistenti cioè), è impossibile descriverli per analogie tecniche reali. Di conseguenza sia a chi studia e approfondisce, che a chi osserva come esterno, rimane solo il linguaggio simbolico che intuitivamente riesce a creare il percorso necessario al nostro cervello per renderlo visibile.

L'intuizione è quindi un percorso neurale a tutti gli effetti, le idee astratte vengono individuate e comprese se la mente di chi osserva (il nobile) è in grado di costruire percorsi individuali nella comprensione della logica comune. In pratica il simbolo è uguale per tutti, ma non si può così dire dei processi mentali che lo indagano.

La logica matematica, in questo caso, è applicata al movimento di un'unica funzione specializzata su tutti i livelli e gli esagrammi rappresentano qualità, non cifre. L'unica forma di matematica che può comprendere lo schema è quindi la logica simbolica.


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domenica 21 ottobre 2012

Spontaneità

Pensare che il Taoismo sia una religione, è fondamentalmente un errore di valutazione creato dalla diversità semiotica che esiste fra la visione orientale e occidentale

In realtà il Taoismo (clicca sul link per approfondire) è più propriamente uno stile di vita che riconosce un'unica grande regola (chiamata Tao - clicca sul link per approfondire) che agisce spontaneamente su tutti i livelli della manifestazione umana e cosmica (chiamato Qi - clicca sul link per approfondire) a cui si uniforma coscientemente (clicca sul link per approfondire), cioè con una profonda consapevolezza sia di sè che dell'altro da sè (cioè l'ambiente, il Tao stesso).

Lo sconosciuto, l'alieno, l'ombra.

Il riconoscimento di questa regola porta il praticante a vivere una profonda anarchia interiore, in cui la dicotomia fra Yin e Yang si fa estremamente labile, mentre l'individuazione di ciò che è spontaneo per potervi aderire eticamente non sempre è un'operazione che riesce appunto con semplicità.

E' uno stato a cui bisogna applicarsi ed allenarsi per poterlo raggiungere.


Per ottenere questo invidiabile equilibrio psico-fisico (in cui ogni cosa diviene oggettiva anche se intensamente vissuta), si applica l'osservazione delle cause e degli effetti nelle dinamiche in cui si è coinvolti, anche collateralmente, per trovare il modo di sfuggirvi pur facendone parte.   

La spontaneità in questo senso non è più quindi intesa come un atto leggero ed evanescente ideale in un gioco per bambini. 

La spontaneità a cui si fa riferimento in senso taoista, è ciò che si manifesta al di là di qualunque desiderio, raziocinio o possibilità egoica.

Il movimento che si propone spontaneamente viene considerato l'unica via di vita possibile, e la partecipazione attiva a questa dinamica ha il solo scopo di vivere in modo che sia possibile sganciarsi emotivamente da ogni processo umano, mutando con il tempo e le sue necessità cicliche, senza nessun senso di rimpianto o perdita.

E se per non avere rimpianti è necessario partecipare alle azioni del mondo con il giusto contributo, allora è spontaneamente necessario saper riconoscere quando è il giusto tempo per fermarsi. E non chiedere di più.

Il sapersi fermare spontaneamente, per non possedere, è un contributo attivo all'armonia del movimento cosmico che si manifesta e vive il proprio stato attraverso la vita stessa.

Per un taoista le cose si compiono quindi per gradi, ma la spontaneità del moto è la pietra su cui costruisce la propria forza e interazione col mondo.

 
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domenica 7 ottobre 2012

Analogico vs Digitale

Ma allora Google che cosa sta facendo con le sue ricerche sugli schemi di processori?

A quello che dicono, e sembra, sono schemi necessari a creare un'intelligenza artificiale analogica.

Analogica come il cervello umano.

Il cervello umano non utilizza uno standard pre-formulato per costruire il pensiero. Non è una serie di algoritmi immodificabili e consequenziali. Cio che è conseguente per un cervello umano e che permette il passaggio, la concatenazione, fra un pensiero e l'altro, non è assolutamente schematico.

Il cervello umano dispone le informazioni necessarie al funzionamento delle attività nelle aree prestabilite (ad esempio la corteccia visiva è nella posizione posteriore della scatola cranica), ma quando gli schemi cerebrali che creano il pensiero si attivano, ecco che milioni e milioni di neuroni dislocati ovunque si connettono istantaneamente e, man mano che il pensiero procede, si disconnettono creando un mutamento dello schema, come se il pensiero letteralmente vagasse (in forma di scariche elettriche e cluster a lunga e media memoria) nella scatola cranica.

Per una macchina questo processo è impensabile perchè, essendo basata sulla concatenazione di on e off, 0 e 1, è costretta a creare uno percorso preciso per ogni oggetto che deve distinguere, un'informazione pre-scritta che ne determini il contenuto. Ad esempio per distinguere una mela gialla da una mela rossa, che sono sempre una mela ma di due qualità diverse, una macchina deve sapere come è raffigurata quella specifica mela altrimenti, senza parametri precisi di riferimento, non è nemmeno in grado di identificarla come una mela. Per un cervello umano, una volta capito cos'è una mela, è poi intutivamente ovvio identificarne una anche se ha proporzioni e/o colore differente. Per una macchina una banana non è necessariamente una banana, per un essere umano tutte le banane sono banane.

Se per una macchina è così complicato capire di che banana o mela si stia parlando se non glielo si dice prima, è praticamente paradossale il numero di processori necessari a un computer per formulare un semplice pensiero invece che un processo matematico assodato.

Verissimo, ma quelli di Google hanno avuto un'intuizione geniale: se su grandissimi numeri statistici riusciamo a capire come raggruppare delle categorie che permettano algoritmi veloci da gestire su grosse quantità di dati, il numero dei processori necessari alla creazione di uno schema di pensiero analogico, costruito quindi sull'emulazione di una rete neurale, diventa molto ma molto meno fantascientifico, e possiamo ipotizzare un futuro processo evolutivo. 

Certo il costo sostenuto dai laboratori per distinguere il volto di un gatto con questo sistema è di parecchi miliardi, ma anche il primo computer occupava centinaia di metri quadri e costò una follia. Ed era molto, ma molto meno intelligente e potente del telefonino che usiamo oggi. 

E' solo una questione di tempo.

E mentre FB starnazza il suo miliardo di adepti, Google tace sui suoi numeri, investe milioni e milioni di dollari in questo tipo di ricerche e in borsa viene religiosamente quotata e tutelata. 

Evidentemente l'intuizione avuta da Brin e Page riscuote un grande interesse da parte degli investitori e, visto che si parla di progetti che hanno bisogno di molto più che qualche decina d'anni per essere realizzati in modo operativo, altrettanto evidentemente il gioco vale molto più di quello che viene speso per ottenerlo.

Chissà cosa cercano, chissà che cosa desiderano poter fare.
E chissà perchè.

Voi avete qualche idea?


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venerdì 6 luglio 2012

Semiotica

Le parole sono utili, contengono dentro di loro concetti complessi da spiegare, ma se le parole sono usate nel modo migliore diventano immediatamente disponibili per costruire il pensiero.  Pensiero analogico che prende molte informazioni e le mette insieme, in modo spaziale e non digitale come quello di un computer,  per risolvere uno schema complesso e trovare la soluzione di un problema. La conoscenza si apprende così, ma ha indubbiamente bisogno di parole contenenti significati per speculare in modo corretto.

La conoscenza è  quantificata in base a quanto l’essere umano è in grado di comprendere dei meccanismi dell’ambiente e quanto in grado di relazionarli con i propri bisogni in modo equo.

Se l’etica è l’arma con cui si apprende la natura dei propri bisogni e desideri, la semiotica è lo strumento che il pensiero utilizza per costruire i paradigmi su cui basa il progresso.

Progresso che si risolve nell’interazione dell’essere umano fra i vari schemi ambientali: sociali, civili, tecnologici, cognitivi (ogni epoca ha la propria cultura), fisiologici e personali e che rende la nostra razza  il predatore supremo in cima alla lista della catena alimentare (spostiamo i rinoceronti e le case con gli elicotteri).

La specie con uno stato di coscienza maggiormente sviluppato.

E che usa i concetti per costruire i suoi atti nel mondo.

A ogni stato di coscienza l’atto che corrisponde. Ai quotidiani il compito di raccontare le tante bassezze e crudeltà  che gli stati dormienti, o non sviluppati del pensiero umano, provocano nel mondo. Alcuni  nemmeno commentabili.

La semiotica è la disciplina con cui la scienza è appresa e comunicata.

Forse leggere un post come questo non è divertente come passeggiare fra facili forum in cui tutti dicono tutto su qualunque cosa, ma talvolta è necessario capire che conoscere il termine esatto delle parole è acquisire libertà.

Il pensiero, che è costruito sui concetti definiti dalle parole, ci permette di scegliere le strade che vogliamo percorrere in modo consapevole. 

Wikipedia, che vi consiglio caldamente di usare, nasce proprio per questa esigenza.

E ogni volta che non sapete il significato di una parola usate i vocabolari:
Dizionario Gabrielli