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venerdì 25 settembre 2015

I Ching per LeBateleur - esagramma 30, Il Fuoco

Un saluto e un ben ritrovati alla redazione di @Cieloevento.
Come faccio sovente stavo studiando il vs. blog che è diventato mio punto di riferimento e aiuto per i miei responsi personali e stavo riflettendo su un quesito che recente ho posto a Yi il cui risultato è stato Esagramma 30. La domanda era: dammi un'immagine del rapportoche c'è tra me e X. ossia una collega di lavoro che in effetti è alquanto strano. Ad impatto ho subito pensato alla parola "passione" intendendo "il fuoco della passione". Ho letto quindi il vs commento all'esagramma e sono rimasto perplesso. Voi infatti parlate di "fuoco" inteso come "energia Qi", passione appunto, sentimento, allo stato puro", confermando la mia supposizione per cui mi sono detto: se Yi mi avesso voluto evidenziare qualcosa legato ad un affetto universale avrebbe "parlato" tramite Esagramma 13. Invece è uscito il 30 che concidenza vuole viene prima del 31 l'esagramma "del matrimonio" per cui, domanda conseguente: Mi sfugge qualcosa? Non sto vedendo qualcosa? C'è qualcosa in "vitro" che sta nascendo? Ci sfugge qualcosa? Per inciso qualcuno associa a questo "fuoco" l'immagine del "focolaio domestico", e quindi della famiglia intesa come nuovo traguardo da raggiungere.... Beninteso non voglio fare ipotesi assurde, non ho elementi oggettivi per sostenerli è solo un gioco... Altro punto di vista. Il "fuoco" inteso come qualcosa da mantenere, da curare, da nutrire da indirizzare e quindi per analogia qualsiasi cosa esso sia questo affetto, questo legame, è importante nutrirlo bene, con il giusto combustibile, e la giusta quantità pena lo spegnimento piuttosto che la "scottatura". Domande conseguenti: quale combustibile? Che cosa "cuoce" questo fuoco? Cosa è questo legame? Una riflessione ad alta voce.... voi che ne pensate? LeBateleur


Buonasera LeBateleur e ben tornato.

30 - Il Fuoco
Il 30 - il Fuoco è l'esagramma che rappresenta l'energia interiore che ci pervade e che pervade il mondo (Qi - clicca sul link per approfondire). Come il fuoco viene conservato in ogni casa per produrre calore e cuocere i cibi, così il nostro fuoco interiore deve essere curato. Per riflettere una buona luce sul mondo è necessario che il legno non sia tossico e possa bruciare bene per il giusto tempo e con il giusto calore. In questo esagramma la seconda e la quinta linea appartengono all'azione del femminile (clicca sul link per approfondire). (Per approfondire l'esagramma clicca sull'immagine)


Caro LeBateleur, ogni esagramma rappresenta un archetipo. Un'azione dinamica presente sulla terra con effetto a lungo termine, fino al compimento dei cicli da cui è generata.

Ci sono cicli minori, per esempio quello creato dal sentimento d'amore, e cicli maggiori, l'energia Qi.

Il Qi è prodotto dalla contrapposizione di Yin e Yang - mente e cuore. Se la contrapposizione è armonica il Qi personale sarà fluido e si integrerà facilmente con il Qi collettivo, ottenenendo grandi e rapidi movimenti. Se la contrapposizione è faticosa il Qi personale avrà difficoltà ad interagire con il Qi collettivo, ottenendo solo piccoli mutamenti.

In questo segno si dicute dell'esistenza di questo principio e di come dirigerlo.

Ciao e facci sapere che cosa ne pensi! :)


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lunedì 25 novembre 2013

I Ching - Paragrafo 9 > Etica, Coscienza e Senso Religioso

Di etiche, scuole, religioni e accademie ne esistono molte, ma oggi al concetto di etica si attribuiscono qualità che esso non possiede per sua stessa definizione. 


Il senso religioso naturale, così chiamato perchè presente nell’uomo fin da quando ha iniziato a comprendere i meccanismi dell’universo, nasce laddove un Mistero (qualcosa di inconoscibile e “impossibile”) accade nonostante le umane certezze.

Un senso di stupore di fronte all’idea di spazio e infinito che viene fatto balenare fra ciò che noi crediamo possibile e ciò che invece è in realtà.

La differenza sostanziale fra un essere umano e l’idea di Dio.
 


Il divino è riconosciuto laddove uno schema inoppugnabile si manifesta e le molteplici domande che questo stupore (cfr. 51) fa nascere nell’intelletto umano, rendono comunque nettamente inferiore il livello delle risposte certe.

Quando si parla di Dio nulla è certo.

Dio, inteso come un’entità superiore che tutto comprende e provvede, non sta necessariamente a significare che da qualche parte, non si sa bene dove ma le teorie sono molte, ci sia un tizio con un triangolo fosforescente in testa che passa tutto il suo tempo seduto su una nuvola a fare il voyeur. Un dio che, con un cannocchiale di precisione in mano, intento osserva in modo speciale ognuno di noi per preservarci dal male e concederci tutto il bene quando pregando glielo chiediamo per favore. Un dio insomma che sarebbe una specie di super portiere, guardiano, medico, antifurto, baby sitter, posteggiatore, infermiera, analista etc., pronto ad esaudire tutte le nostre personali necessità. Se solo rispettiamo la forma e gli concediamo le 4 o 5 stracchiate preghierine quotidiane che il credo religioso a cui apparteniamo indica. Ovviamente.

E' un'dea molto semplicistica non vi pare?

Si spera che Dio, se esiste, abbia almeno una personalità divina.
O no?

Dio, per sua stessa definizione, è al di sopra del bene e del male.
Dio è tutto.
Dio è bene e male. Dio è Yin e Yang. Dio è On e Off.
Dio è il tutto.
Dio siamo noi.

E noi, esseri coscienti e liberi di vivere seguendo i precetti del nostro libero arbitrio personale, abbiamo la possibilità di scegliere quale posizione assumere nel mondo e di quale meccanismo fare parte.

Ci si potrà accontentare di molte cose oppure non trovare mai requie.

Perchè in realtà non esiste una regola definita nelle manifestazioni dell’atto sincronico con cui il “divino” si rivela, e il momento in cui ci rendiamo conto della necessità di un preciso cambiamento personale.

Yang e Yin
Dipende dallo stato di coscienza individuale acquisito. Da quanto si è affinata l'abilità di connettere differenti schemi neuronali fra lobo destro e lobo sinistro. Da quanto l'equilibrio del corpo è in contatto con il pensiero della mente.

Più è cristallino lo stato di coscienza individuale (l’essere consapevoli delle connessioni implicite ed esplicite del proprio Io con l’Ambiente/l’Altro da Sé), maggiore è l’influenza positiva che esercitiamo sull'ambiente. Ed è in questo modo che si viene a creare il presupposto energetico-sincronico, Qi (clicca sul link per approfondire), per cui la normale soluzione dei problemi quotidiani risolve nodi ad altri livelli.  


Per questo si parla di Etica.

Chi non è etico subisce l'Ignoto, cioè la paura, come momento doloroso.
Una punizione ingiusta e incomprensibile per cui o piange, o si arrabbia.
O lobo destro o lobo sinistro.
O troppo razionale o troppo emotivo.

Chi è etico ne trae invece un insegnamento. Non piange e non si arrabbia. Acquieta le due esigenze come è possibile in quel momento e procede in ciò che riconosce come proprio.

Nel riconoscere il Tao (clicca sul link per approfondire) riconosciamo che il mondo intorno a noi è insondabile.

L’Altro da Noi infatti si manifesta quanto noi e, nel movimento del tutto personale che segue quanto noi, è perfetto quanto noi. Siamo solo e soltanto noi che possiamo decidere se disturbare questo movimento, o inserircisi con naturalezza.

L’etica interiore di ogni uomo, lo stato di coscienza che ognuno manifesta al proprio grado e alle proprie possibilità, è ciò che istintivamente muove verso alcune scelte di vita piuttosto che altre.  


L’etica personale governa le pulsioni verso cui rivolgiamo il desiderio. Ciò che noi desideriamo, e cerchiamo, produce effetti concreti nel mondo intorno a noi.



In questo contesto il senso religioso è vissuto non tanto come una cieca venerazione verso qualcuno di superiore a cui abbandonare la nostra vita (perché tanto come un padre clemente, se preghiamo devotamente, ci soddisfa), ma con il senso di rispetto e stima che sorge di fronte al Mistero.

Per la grande bellezza che deriva dal nostro manifestarci essendone all’altezza. Da quanto noi ci aspettiamo e sappiamo di poter ottenere da noi stessi.

In questo processo l’etica è l'unica misura a nostra disposizione per poterci auto-valutare, ma purtroppo far coincidere al concetto di etica il tedioso criterio del sacrificio, contrapposto al carpe diem moderno, è il più grande errore di valutazione che la investe.

In realtà il sacrifico maggiore che un uomo possa fare è rendersi conto che i propri desideri non sono necessariamente gli unici obiettivi al mondo. A volte è davvero doveroso e necessario rinunciare a qualcosa di esclusivamente personale per favorire invece l'altro da sè. Il desiderio è infatti spesso momentaneo e legato a un preciso lasso temporale. Inseguendo il desiderio, che nel tempo si rivelerà superfluo, si tende a dimenticare le connessioni più importanti.

Quello che accade in questo processo è solo lo stato di coscienza personale a poterlo supportare e questa riflessione si manifesta sul piano delle azioni. Pensiamo all’esempio banale del famigerato bisogno di petrolio che tante guerre politiche, sociali e reali provoca. Su questo pianeta stiamo agendo sconsideratamente da più di un secolo e per ognuno di noi è oramai arrivato il momento di sedersi a un tavolino per prendere coscienza del riflesso delle proprie azioni nel mondo: capire cosa davvero riteniamo lecito desiderare.

In quest’epoca di grandi incertezze è sempre più chiaro che dobbiamo iniziare ad avere desideri che provochino un minor sfruttamento delle risorse fisiologiche del pianeta e permettano invece una condivisione della ricchezza in modo più equo per tutti gli esseri umani. 
 


L’Ignoto è la bellezza del Mistero laddove l’uomo non ha parole per descriverlo.   


Noi dimentichiamo spesso che la nostra vita è quotidianamente a contatto con l'Ignoto e il Mistero, tendendo a costringere il nostro pensiero in gabbie pre-costituite da chi, non potendo essere libero lui stesso, desidera che gli altri siano prigionieri degli stessi desideri che prova per sè stesso.

Il Nobile riconosce le dinamiche che corrispondono all'Etica del Tao e se ne appropria.


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domenica 21 ottobre 2012

Spontaneità

Pensare che il Taoismo sia una religione, è fondamentalmente un errore di valutazione creato dalla diversità semiotica che esiste fra la visione orientale e occidentale

In realtà il Taoismo (clicca sul link per approfondire) è più propriamente uno stile di vita che riconosce un'unica grande regola (chiamata Tao - clicca sul link per approfondire) che agisce spontaneamente su tutti i livelli della manifestazione umana e cosmica (chiamato Qi - clicca sul link per approfondire) a cui si uniforma coscientemente (clicca sul link per approfondire), cioè con una profonda consapevolezza sia di sè che dell'altro da sè (cioè l'ambiente, il Tao stesso).

Lo sconosciuto, l'alieno, l'ombra.

Il riconoscimento di questa regola porta il praticante a vivere una profonda anarchia interiore, in cui la dicotomia fra Yin e Yang si fa estremamente labile, mentre l'individuazione di ciò che è spontaneo per potervi aderire eticamente non sempre è un'operazione che riesce appunto con semplicità.

E' uno stato a cui bisogna applicarsi ed allenarsi per poterlo raggiungere.


Per ottenere questo invidiabile equilibrio psico-fisico (in cui ogni cosa diviene oggettiva anche se intensamente vissuta), si applica l'osservazione delle cause e degli effetti nelle dinamiche in cui si è coinvolti, anche collateralmente, per trovare il modo di sfuggirvi pur facendone parte.   

La spontaneità in questo senso non è più quindi intesa come un atto leggero ed evanescente ideale in un gioco per bambini. 

La spontaneità a cui si fa riferimento in senso taoista, è ciò che si manifesta al di là di qualunque desiderio, raziocinio o possibilità egoica.

Il movimento che si propone spontaneamente viene considerato l'unica via di vita possibile, e la partecipazione attiva a questa dinamica ha il solo scopo di vivere in modo che sia possibile sganciarsi emotivamente da ogni processo umano, mutando con il tempo e le sue necessità cicliche, senza nessun senso di rimpianto o perdita.

E se per non avere rimpianti è necessario partecipare alle azioni del mondo con il giusto contributo, allora è spontaneamente necessario saper riconoscere quando è il giusto tempo per fermarsi. E non chiedere di più.

Il sapersi fermare spontaneamente, per non possedere, è un contributo attivo all'armonia del movimento cosmico che si manifesta e vive il proprio stato attraverso la vita stessa.

Per un taoista le cose si compiono quindi per gradi, ma la spontaneità del moto è la pietra su cui costruisce la propria forza e interazione col mondo.

 
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