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domenica 3 agosto 2014

I Ching - Percorsi Mentali d'Apprendimento - l'Osservazione Oggettiva

Questo post (clicca qui) è interessante perchè mette bene in luce una difficoltà tutta occidentale nel leggere le parole che accompagnano gli esagrammi, e le linee, di I Ching.

Come diceva Jung, due diversi paradigmi che possono integrarsi solo grazie al confronto.

"Il popolo cinese possiede una “scienza” che trova proprio ne l’I Ching il suo standard-work. Il principio di tale scienza, come molte altre cose in Cina, è oltremodo diverso da quello su cui invece è impostata la nostra."  Carl Gustav Jung

Le domande a cui abbiamo risposto nel post qui citato, sono risolvibili solo accettando il postulato che ciò che è scritto sia letterale perchè ricavato da un'osservazione naturale.

Dovete cioè comportarvi come fanno gli scienziati a cui non basta sapere come è fatta una gallina solo perchè qualcuno gliel'ha descritta.

Uno scienziato, e puta caso un taoista, se vuole davvero conoscere qualcosa in modo approfondito, mette a disposizione dell'oggetto osservato il proprio tempo. Si ferma a guardare senza pre-giudizio e senza fretta.

Se questo meccanismo mentale non fosse stato messo in moto in ogni cultura del mondo, ancora oggi ogni volta che cade un fulmine pregheremmo un ipotetico dio domandandogli perchè. E così facendo dimostreremmo solo di non aver osservato, e per cui capito, cosa accade nell'ambiente intorno a noi.

Come se non ne facessimo parte e non contribuissimo attivamente alla sua manifestazione quotidiana (per eccesso, un giorno qualcuno si sveglia e per sbaglio preme il bottone rosso di una centrale termo-nucleare).

Se per un orientale è molto più famigliare il concetto olografico d'ambiente (e su questo postulato si basano gli studi del Feng-Shui e della Medicina Tradizionale Cinese) come dato di fatto acquisito, noi occidentali spaparazziamo ai 4 venti le nostre grandi idee di fisica quantistica, coprendole poi però d'un alone di mistero superstizioso popolare - e anche accademico - ridicolo e grottesco.

Abbiamo paura della nostra ombra e non dovremmo, diceva sempre Jung.

Ora, è anche interessante notare che è sempre l'occidentale a tacciare l'orientale d'avere un approccio mistico negli studi presenti e passati, quando allo stato dei fatti è esattamente il contrario.

Noi l'abbiamo scritto decine di volte, ma nessuno sembra cogliere la basilare importanza di questo dato prettamente tecnico, quindi se lo dimentica e la volta dopo si ritrova davanti alla stessa difficoltà.

In Yi la versione filosofica (o meglio mitologica), è semplicemente frutto della saggezza popolare acquisita nel periodo storico in cui il sistema si è sviluppato, ma gli esagrammi non sono una speculazione sofista.

Gli esagrammi sono letteralmente fotografie di stati elettromagnetici (i famosi campi quantici di risonanza) che si evolvono e manifestano in cicli. Essi rappresentano fenomeni naturali, sociali e mentali, che si intersecano fra loro perchè non possono essere scissi dal contesto olografico di campi morfogenetici di risonanza (la legge d'attrazione che a sua volta causa l'effetto sincronico), per cui Yi è letteralmente un'enciclopedia scritta da fisici meccanici e quantistici orientali ante-litteram.

E per descrivere quello che avevano capito, hanno usato le armi che lo sviluppo intellettuale metteva loro a disposizione in quel periodo storico e in quell'area geografica.

Linea dritta e linea spezzata.

I Ching.

Per questo motivo nel 2014 possiamo tranquillamente definirlo Sistema Complesso, perchè questo è esattamente quello che si ottiene volendo approfondire lo studio dei rapporti algebrici e gli algoritmi che intercorrono, in modo più che evidente per qualunque matematico odierno, fra gli esagrammi e i loro mutamenti.

Per capire le linee è quindi necessario approfondire i fenomeni naturali che vengono apertamente citati (il tuono ad esempio), per poter arrivare ad intuire per deduzione logica quelli sottintesi come l'eclissi solare. E' vero che non c'è scritto eclissi solare, ma questo è quello che gli ideogrammi (che non sono parola ma tratto) descrivono.

In questo senso, per poter coniugare la parola (ideogramma) e il simbolo (esagramma) in una concettualizzazione che a un occidentale sia comprensibile, vi consigliamo di usare un qualunque motore di ricerca per cercare le foto di ciò che in Yi viene citato e/o descritto.

Credeteci. Guardare l'immagine di un monte, aiuta tantissimo a comprendere le parole e il senso dell'esagramma 52.

Provare per credere! ;)

Monte Huangshan





































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domenica 18 maggio 2014

I Ching e Domande - Tecnica 10 - Se la Vita è un Piatto di Ciliegie per Rydo

Buonasera @Cieloevento.
Avrei una domanda di carattere generale che vorrei sottoporvi. Ho letto che il Libro non risponde in maniera esauriente o intellegibile a domande su storie "bloccate". Insomma se una persona chiede se un rapporto, interrotto da tempo, potrebbe trovare nuova linfa o ricrearsi su nuove basi, il Libro non darebbe risposta. Nella vostra esperienza questo è vero? e, se sì, quale spiegazione date a questo?
Un grosso grazie Rydo



Buonasera Rydo e ben trovata!
Premesso che il Sistema Complesso (clicca sul link per approfondire) a cui ubbidiscono le regole di Yi non prevede la parola mai e/o impossibile, anche noi siamo d'accordo nel considerare abbastanza inconsistenti le risposte di I Ching a questo tipo di domande.

Intanto è necessario domandarsi per quale motivo utilizziamo il supporto di Yi. Se è per conoscere il futuro allora è meglio rivolgersi a una cartomante e/o sensitiva, ma se è per capire quale sia la strada migliore che possiamo creare dalle coincidenze sincroniche (quindi cause di effetti magari a noi ignoti) a noi presenti, è comprensibile che il discorso cambia moltissimo.

Per quanto riguarda noi I Ching, se non viene utilizzato in ambito matematico, è uno degli strumenti migliori al mondo per allenare la mente e il pensiero laterale. Il sistema su cui la filosofia di Yi poggia la visione è letteralemente il movimento, cioè nulla è uguale a sè stesso attimo per attimo. E' l'attimo che non cambia, che è fermo, non ciò che lo definisce.

Non dobbiamo dimenticare che l'evoluzione stessa del nostro pianeta si basa sul mutamento.

Dal punto di vista evolutivo per esempio, l'errore genetico non è un errore. E non è nemmeno una colpa o un merito divino. Ciò che noi chiamiamo errore è in realtà un esperimento finalizzato al miglioramento della specie e finchè il gene viene ereditato, cioè viene trasmesso, una certa percentuale della popolazione ne manifesterà il carattere o ne sarà portatore recessivo.

Postulato quindi che nel Tao nulla è impossibile e che tutto ciò che può viene manifestato, una volta che l'uomo è venuto a conoscenza del mondo e a coscienza di sè stesso, gli rimangono le tre basilari domande della vita: Chi Sono, Da dove Vengo e Dove Vado.

A queste domande, che accompagnano ognuno di noi come un'ombra, abbiamo due possibili scelte per risolverle.


O fare come le 3 scimmie - non vedo, non sento e non parlo - oppure accettare la sfida e porsi anche l'altra annosa, spinosa e dovuta questione.

Ma se la vita è un piatto di ciliegie, cosa desidero mangiare io? La polpa o solo i noccioli?


Diciamo quindi che domande tipo: Mr. o Mrs. X che amo ancora alla follia e che non riesco proprio a dimenticare, ma che non vedo e non sento dal lontano 1826, tornerà da me perciò gli/le telefono; la/lo vado a cercare; l'ho incontrata/o sul treno però è sposato/a con 12 bambini; devo assoldare un investigatore privato perchè non è nemmeno su Fb; è il grande amore della mia vita ma non risponde alle mie telefonate etc. etc. etc.

Ecco ci sentiamo di dirvi che domande di questo tipo, sono proprio le domande a cui Yi risponderà in modo inafferrabile, sfuggente, evanescente, contorto ed enigmatico e non ci sarà verso, per quante volte si provi, d'ottenere una risposta migliore.

Infatti fondamentalmente non sta rispondendo come vorremmo o come è solito fare. Ignora apertamente la richiesta con velate ramanzine che, se analizzate bene, non fanno altro che riportarci a una sana ed oggettiva sobrietà.

Fosse un amico ci chiederebbe perchè gli stiamo telefonando alle due di notte per fargli una domanda così scema... Siamo sinceri! ;)

Ma tornando alle nostre golose e polpose ciliegie, allora perchè Yi è spesso così rompiscatole, duro e intransigente nelle sue risposte?

Semplice.

La vita non è un videogame. Un errore grave compiuto nella vita reale, significa che non è possibile resettare la partita per ricominciare da capo.


Si cambia gioco.

Anche se l'altro ci piaceva così tanto. (cfr. 38.3)

Con questo non significa che tutti i rapporti interrotti nel lontano 1432 non possano riprendere con nuova e rinvigorita linfa nel 2014, ma è buona norma considerare che le eccezioni sono spesso la conferma della regola.


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domenica 4 maggio 2014

I Ching, il Nobile, l'Ignobile e le Dipendenze Emotive

Buongiorno,
riprendiamo parte delle materie gia affrontate nei post precedenti,

- I Ching - Paragrafo 10: Il Desiderio, il Nobile, la Dipendenza Emotiva (clicca sul link per approfondire)
- Abitudini, Dipendenze Mentali (clicca sul link per approfondire)

- Realtà, come il Cervello Approccia il Ragionamento (clicca sul link per approfondire)

lasciandovi alla visione di questo breve video, che ben illustra come vengono costruiti gli schemi mentali.

Buona visione a tutti e lasciateci i vostri commenti sull'argomento!!! :)




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lunedì 10 marzo 2014

I Ching - Paragrafo 10 > Il Desiderio, il Nobile, la Dipendenza Emotiva

L'essere umano tende a creare comportamenti ripetitivi in modo automatico.

Si alza tutti i giorni alla stessa ora, compie lo stesso tragitto tutti i giorni, fa lo stesso lavoro per anni, pensa le stesse cose, frequenta le stesse persone, si interessa alle stesse cose, racconta gli stessi aneddoti e normalmente le sue azioni quotidiane anche minime seguono uno schema preciso.

La sicurezza degli oggetti, così come la routine, scandisce lo scorrere del tempo e ad esse vengono associate le qualità e le basi della stabilità interiore.

E' anche vero però che la linea netta che separa la ripetizione di un comportamento, l'abitudine (clicca sul link per approfondire), e l'assefuazione a un comportamento, una vera e propria dipendenza quindi, è in realtà un confine assai labile.

La dipendenza (clicca sul link per approfondire) è data dalla sensazione provocata da una scarica chimica, che attraversa il corpo tramite una serie di ghiandole endocrine e il liquido spinale. Proprio a causa di questa reazione chimica può diventare veramente difficile sottrarsene, le scariche infatti si possono provocare in molti modi. Azioni minuscole ripetute continuamente (come il mangiarsi le unghie per esempio) sono potenti quanto la dipendenza dal movimento fisico (clicca sul link per il video).

La farmacia più sofisticata che esiste al mondo è l'ipotalamo, una delle ghiandole del nostro cervello (clicca sul link per approfondire). Qui vengono composte le sostanze chimiche corrispondenti alle emozioni che proviamo. Brevi catene di aminoacidi che vengono assemblate fra loro in modo da  corrispondere esattamente agli stati emotivi che viviamo. Queste sostanze vengono liberate nel flusso sanguigno attraverso l'ipofisi ogni volta che proviamo un'emozione. Produciamo sostanze chimiche per la rabbia, la stanchezza, la vittimizzazione, la lussuria, l'innamoramento, la paura, la gioia, l'allegria, il pianto, l'eccitazione, etc. Il nostro cervello insomma produce una sostanza chimica su misura per ogni stato d'animo che proviamo.

Fondamentalmente una dipendenza è una situazione in cui vengono soddisfatti i desideri bio-chimici del nostro corpo in tempi brevi, ma quando una dipendenza è a lunga memoria (cioè perpetrata per lunghi periodi) il corpo innesca il desiderio in un'escalation sempre più breve.

Maggiore è la soddisfazione della richiesta, maggiore la dipendenza.

Pensiamo ad esempio ai sentimenti d'amore. Tutti noi conosciamo il sapore doloroso delle separazioni, o quello di un amore non corrisposto, e per periodi più o meno lunghi abbiamo dovuto fare i conti con quella che, in definitiva, è una vera e propria crisi d'astinenza.

La separazione, o la non corresponsione del sentimento, scatena in chi li subisce l'assenza delle catene di aminoacidi che invece proliferavano durante la relazione amorosa, o l'illusione della sua realizzazione.

Traslato ad altre abitudini accade la stessa cosa se una persona è abituata ad avere pensieri negativi su se stessa o il mondo per molto tempo.

Se una persona è giù di morale è facile che inizi a compiangersi, o peggio ad abbassare la propria auto-stima e possibilità di reazione, infliggendosi pesanti auto-accuse demotivanti.

Questo modo di fare non solo è negativo a livello psicologico, ma essendo noi esseri umani un sistema complesso ed integrato fra corpo e psiche, la lunga esposizione ad emozioni negative che compongono specifiche catene di aminoacidi, crea dipendenza dallo stato depressivo stesso per ottenere la soddisfazione dalla necessità chimica innescata dall'abitudine e, per sovrammercato, mina il sistema fisiologico dell'equilibrio corporeo.

Assuefarsi a schemi neuronali (clicca sul link per approfondire) è quindi come essere alcolizzati o tossicomani. Semplicemente non è un agente esterno a scatenare la dipendenza. Siamo noi stessi (cfr. 48.1).

Primavera

Il modo migliore per evitare dipendenze emotive negative, e/o combatterle, è diventare dipendenti da emozioni positive.

Il metodo perfetto per tornare a ridere e sorridere, è esattamente ricominciare a farlo.



Lentamente il cervello ricorderà le catene di aminoacidi che corrispondono allo stato d'animo delle azioni gioiose e piano piano, mentre il processo di sostituzione da una dipendenza all'altra si perfeziona, ne produrrà sempre più.

Una volta avviato il nuovo processo è però necessario procedere con moderazione (cfr. 15).

Ovviamente, anche diventando dipendenti da stati emotivi positivi, è necessario porre attenzione agli eccessi causati dalla sovraeccitazione psicologica (euforia immotivata; senso di potere e grandezza etc. - cfr. 37.3).

Per questo motivo il Nobile (clicca sul link per maggiori informazioni) applica il Wu-Wei (clicca sul link), la Quiete (cfr. 52) della Modestia (cfr. 15).


Post d'approfondimento consigliati: Oriente e Occidente - Etica e Morale; Abitudini; Realtà; Dipendenza Emotiva; Come si Diventa Ignobile; Addiction; (clicca sui link per accedere).
 

Libro consigliato: Il Terminale Uomo - Michael Crichton, 1972 Mondadori 


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giovedì 27 febbraio 2014

I Ching e Tecnica 6: Yin e Yang, Nascita del Concetto

Ciao @Cieloevento,
sto leggendo con attenzione questo responso 29.4 > 47 (clicca sul link per approfondire), perchè oggi ho ricevuto questa risposta in merito ad una domanda relativa all'interesse che può avere una persona per me. Secondo voi ha risposto realmente alla domanda oppure ad un mio disagio? In fondo questa persona non è che mi interessi cosi tanto, era una mia curiosità, perchè è spesso ambiguo e sfuggente.
Grazie S.

Buonasera S.,
approfittiamo della tua domanda per parlare ancora del modo migliore per approcciare il testo e i suoi contenuti.

La storia di Yi (cioè dei 64 esagrammi) (clicca sul link per approfondire) è molto antica e ha profonde radici nello sviluppo intellettuale e manuale del popolo orientale. Yi è quindi soprattutto un certo modo di pensare, un orientamento o paradigma (clicca sul link per approfondire), che è anche lo stesso modo che porta ogni cinese a dichiarare che qualunque cosa si muove va bene per essere mangiata. Anche i cani.

Tao
Noi occidentali, di fronte a ciò che ingeriamo, ne facciamo un discorso culinario nella stragrande maggioranza dei casi, o esoterico se rapportiamo certi tipi di animali (i vermi per esempio) al nostro stato di coscienza. Che tradotto in termini evoluzionisti suona più o meno così: un predatore alfa (cioè all'apice della catena alimentare), raramente ha bisogno di mangiare vermi (tradotto in modo ancora più semplice: che schifo).

Ma il popolo orientale si è sviluppato in un territorio geologicamente molto diverso dal nostro e le loro esigenze di sopravvivenza, soprattutto in tempi fortemente arcaici, potevano essere soddisfatte solo a diverse condizioni dalle nostre. Avevano cioè necessità e possibilità estremamente differenti. Sia per il tipo di cibo che potevano procurarsi, che per le realtà territoriali e tecnico/meccaniche che avevano a disposizione.

Le due mentalità partono per cui da due paradigmi di base completamente diversi. Il paradigma orientale infatti, inizia dal presupposto che tutto ciò che accade fuori ha un'implicazione energetica interiore connessa. E' come dire scontata, perciò non si mangia il verme solo per le proteine che può apportare. Si mangia qualunque cosa si muova e sia commestibile perchè è vitale. Possiede cioè un'energia propria. Concetto di Qi (per approfondire clicca sul link).

Questo tipo di speculazione ha portato poi allo sviluppo di pratiche come il Feng-Shui, l'Agopuntura, il Tai-Chi, la Medicina Tradizionale etc. (giusto per citare le più conosciute), ma Yi, o meglio il Sistema Complesso I Ching (clicca sul link per approfondire), che è un work in progress durato almeno 2000 anni e che ha coinvolto tutta la popolazione cinese, è la base culturale di partenza. Il modo in cui il loro cervello costruisce il ragionamento. E questo modo è spesso inafferabile per un occidentale che non ha ancora una grande dimestichezza con il concetto di Yin e Yang (clicca sul link per approfondire).

Che sono il movimento del Tao (clicca sul link per approfondire).

Leonardo da Vinci
In Occidente ci sono antichi saggi (di cui come Lao Tzu non si è affatto sicuri della loro reale esistenza in vita), che hanno dichiarato lo stesso principio enunciando che "Ciò che è in alto è come ciò che è in basso". Che però, essendo un concetto troppo ermetico ed iniziatico (quindi davvero comprensibile a pochi), è di così larga manica da permettere analogie spesso superficiali per poter essere approfondito come invece dovrebbe.

Con Yi questo non può accadere.

Yi esplora il sistema enunciato dalla regola ermetica del "Come in alto così in basso e come in basso così in alto" ed è una tecnica. Non una teoria.

Ed è coerente e costante nel tempo.

Propizio per perseveranza.


In Oriente invece tutti condividono spontanemante l'idea di base che tutto è Qi e Yin/Yang ne sono la diretta conseguenza. Volenti o nolenti il sistema enunciato da Yi, con suoi i rapporti fra linea dritta/linea spezzata e loro mutamenti (cioè inversione di polarità), è infatti inscritto nell'inconscio collettivo della Cina. Volenti o nolenti, la loro abitudine di "disegnare" (quindi ragionare per simboli) anche le parole (ideogrammi), è la diretta conseguenza della loro inclinazione a speculare in modo lineare. Per questo fu anche possibile che individuassero il sistema binario molto prima di Leibnitz.

Avendo a disposizione i 64 esagrammi e l'abitudine di raggruppare le informazioni per qualità (1 = yang, attivo, drago, linea dritta etc. - 0 = yin, passivo, tigre, linea spezzata etc.), fu possibile intuire lo stesso ragionamento, che portò successivamente all'algebra booleana e al linguaggio binario dei calcolatori, applicando una connessione logico-simbolica piuttosto che strettamente logico-matematica come fece invece Leibnitz.

Ma certo il risultato non cambia. Si giunge a un'identica conclusione applicando ambedue i processi di ragionamento. E se il risultato non cambia allora vuol dire che è una costante, soprattutto se oggi tutto ciò che conosciamo ha un codice a barre (un item) che lo identifica. Un codice a barre utilizza la stessa logica di sistema simbolico del codice binario. Quindi enunciano e manifestano la stessa regola.
 
Meme
Item vuol sostanzialmente dire percorso. Ovvero non una o più cifre, ma una serie di simboli quantitativi che identificano i contenuti qualitativi molto più velocemente di una sequenza di numeri o di una pagina dattiloscritta.

Dietro questa immagine, per esempio, tutti noi sappiamo bene che esiste un mondo proprio. Questo tipo di simbolo si chiama meme.

Praticando i lanci e confrontandosi con il testo, nel tempo gli esagrammi divengono così famigliari da iniziare a comportarsi come dei meme. Diviene quindi facile intuire il contenuto della risposta solo osservando il mutamento della linea. Diventano cioè inutili le parole perchè si "sa" per esperienza che quel mutamento significa un certo range di possibilità.

Perchè I Ching usa 64 esagrammi declinati per 384 linee per dire un'unica cosa, esattamente come I 36 Stratagemmi sono le diverse angolazioni e sfumature di un unico stratagemma. E tutti e due i testi enunciano e sono la diretta conseguenza di un'unica regola.

Come abbiamo già più volte detto (clicca qui e qui per approfondire) I Ching non parla a noi degli altri, parla più propriamente a noi di noi stessi e non sempre la domanda che poniamo è di facile risposta. Non è possibile infatti influenzare la natura di Yi (cfr. 31.5) perchè essa è sincronica. Di conseguenza se noi poniamo una domanda su una nostra dinamica che è sincronica a propria volta, la sua natura si manifesta nel rispondere l'unica cosa che può per rimanere fedele e coerente a sè stesso. Cioè non rispondere, oppure ancora meglio riproporre la domanda.

Tutti gli allievi di lungo corso conoscono bene l'umorismo sarcastico e pungente del testo.
Pare che sia implicito nel pacchetto! ;)

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martedì 25 febbraio 2014

I Ching per Lb - esagramma 5.2,4 > 49

Buonasera @Cieloevento.
Sollecitato dall'invito della redazione ai "signori maschietti" (clicca sul link per approfondire) mi propongo per chiedere un parere e un chiarimento relativamente a un recente consulto. Per questioni lavorative sono entrato in contatto con una persona che conoscevo gia da tempo per via di un comune hobby che condividevamo entrambi in passato, ma che poi avevo perso di vista. Per via di questo lavoro, e nuovamente per lo stesso hobby, ci siamo ritrovati ma, a causa di una mia  stupida "prudenza", forse eccessiva verso i rapporti perchè dettata da una serie di pregresse batoste in campo relazionale/amicale/amoroso, non riesco a lasciarmi andare completamente. Dentro di me noto due forze in contrasto. Una la suddetta "prudenza" figlia del senso di autoprotezione e del non volermi far male da chissà quale illusione, dall'altra però una voglia timida ma profonda di rimettermi in gioco a prescindere da che tipo di rapporto si possa instaurare con l'altro/a...
Ho chiesto quindi a Yi che tipo di rapporto  posso instaurare con X in questo momento.? Responso 5.2,4 > 49.
Riflettendoci dopo forse la domanda è anche mal posta ma vedo interessante la risposta. Le sentenze dei due esagrammi anche in base a quello che gia avete postato mi sono chiare più o meno ma non riesco per niente a decifrare le due linee mutanti.
Che potete dirmi? Grazie. Lb


Buonasera Lb,
Il Nobile (clicca sul link per approfondire) è la figura centrale di riferimento di tutto il testo. Come abbiamo già detto questa figura incarna tutte le doti che appartengono al drago, per cui il principio Yang, ma anche tutte le doti che appartengono alla Tigre/Cavalla (clicca sul  link per approfondire) per cui il principio Yin (per approfondire clicca qui). Inoltre (anche se la discussione su questa affermazione, soprattutto in patria, è molto più che una semplice diatriba) ogni linea del testo è una precisa indicazione taoista e per il nobile morire tosto o tardi non fa differenza.

In Occidente l'analisi psicanalitica Junghiana ha esplorato l'inconscio, quanto l'analisi Freudiana le pulsioni e la sessualità, per noi occidentali perciò non è affatto misconosciuto il sentimento della paura e dei suoi meccanismi. Che sappiamo controllare la maggioranza delle nostre azioni e dinamiche, sia personali che sociali.

Nel 2014 l'umanità è immersa in uno strano mondo.
Evoluto tecnologicamente in parte, non più a diretto contatto con le dinamiche naturali, ma ancora ben lontano da ciò che la conoscenza umana in ogni luogo, e ogni dove, evoca come unica regola per ciò che chiamiamo coscienza (per approfondire clicca sul link) e stato di coscienza.
E' stato però proprio per individuare questa dinamica, e i processi che ne fanno parte, che gli uomini stessi hanno inventato e creato le religioni, stabilendo così la prima forma di legge e le prime ovvie regole di riferimento per tutti (i tabù). Di sicuro però l'uomo non ha potuto inventare nè il senso religioso e nemmeno la paura, ha solo imparato ad usarli, come apparente vantaggio sociale, per mantenere aggregato e sottomesso il branco.

La paura e il senso religioso (per approfondire clicca sul link) sono infatti strettamente connessi e le religioni, come associazioni temporali e con modus operandi sistematico, utilizzano sistemi di rafforzamento del pensiero comune di massa dei fedeli/adepti, facendo leva proprio su questi due stati. Questa dinamica è oramai in atto da secoli e ha pesantemente e diversamente  influenzato i paradigmi di pensiero orientale e occidentale.

I cattolici, per esempio, per un giorno di Natale all'anno in cui festeggiano il lieto evento, passano poi tutto il resto del loro tempo dedicando riti alla crocifissione del figlio di dio (simbolicamente in alcune cerimonie lo mangiano), evocando santi che sono assurti a santi solo se hanno subito torture e sevizie tali da renderli un ammasso contratto di pena e dolore. Anche auto-inflitta. Un po' come dire: Non importa se soffri e stai male, tutto questo è solo per il tuo bene. Ti accade la cosa giusta, la cosa migliore solo quando sei infelice. Perciò quando sei infelice e stai male significa che in realtà sei felice ma non lo capisci, perchè essendo un piccolo uomo non puoi comprendere il piano del grande dio. Però se tu sei infelice qui sulla terra non ha comunque importanza. Non chiedere nulla di diverso, non uscire dai canoni, dagli schemi e dalle forzature sociali in cui ti senti costretto, tanto c'è il paradiso che ti attende e, se fai ora quello che ti diciamo noi, vedrai che poi dopo, in paradiso, con o senza le 72 vergini, sarai felice in eterno e di sicuro.

Per forza! (direbbe un bambino che riconosce come funziona il mondo, cioè la realtà delle cose, ma non conosce ancora le dinamiche umane - cfr. 25) Sei morto!

Le chiese cattoliche, sempre per esempio, sono spesso adornate di iconografie dal così pessimo gusto splatter che nemmeno lo sguardo sadico di Quentin Tarantino. Forse Mel Gibson. Sante che, dopo aver subito ogni abuso, vengono dipinte con organi di senso e del tatto (donna = lussuria = perdizione) espiantati e posizionati in bella mostra su vassoi d'oro mentre aspettano dio, loro unico casto sposo in vita, degno e munifico sostituto del vecchio vizietto di quel casanova da strapazzo di Giove. Cuori trafitti da lame che sgocciolano sangue, vesti strappate, frecce che squartano addomi ed arti, pali che fuoriescono dalla schiena, spine, lacci, lance. Gesù cristi, belli come nemmeno i fotomodelli, che si squarciano il petto prendendo gli organi vitali fra le mani solo per offrirli a chi osserva, o meglio a chi chiede, e chi più ne ha, più ne metta. Come dire: non importa cosa ti accade in vita, chissenefrega se ti tagliano a pezzi, se non ami, se non sei amato, se non vivi l'eros e ti riservano solo violenza e repressione sessuale, l'importante è il regno dei cieli. Ciò che c'è dopo. Ciò che dio pensa dei suoi eletti in vita e lo sguardo che solo al previlegiato, all'unico, al figlio preferito dal padre, viene riservato. Un previlegiato che viene dipinto come casto perchè non ha desideri umani, puro seppur abbia subito ogni abuso, inerte perchè non si difende, masochista perchè si presta consenziente al gioco. E tutto sommato, detto fra noi, un vero squilibrato.

Quindi il previlegiato, per essere eletto santo agli occhi degli uomini e di conseguenza diventare figura archetipica e mitologica dell'uomo di coscienza evoluta, come minimo deve essere stuprato. Altrimenti non se ne parla nemmeno.

Questo orientamento di pensiero però, crea almeno tre dirette conseguenze logiche.
 - I santi, cioè gli uomini di grande coscienza, sono nella maggioranza dei casi dei masochisti dichiarati che non hanno equilibrio emotivo e nessuna forza personale.
- I santi non sono persone normali che fanno una vita normale. Di conseguenza lo stato di coscienza evoluto non solo non è normale, ma nemmeno auspicabile.
- Pochi desiderano imitare i santi, quindi diventare uomini di coscienza, perchè non possono essere essere identificati come reali figure di riferimento. Modelli concreti a cui ispirarsi, sia per la realizzazione spirituale ed emotiva, che materiale.

Ma una volta stabilito che non si vuole e non si può essere santi per le sopra esposte conseguenze logiche, non significa però che il senso di colpa legato alla apparente non ricerca della santità non mostri il suo lato più Yin. Questo lato, proprio come il porco giovane  del 44.1, è particolarmente subdolo.

Solo fede e speranza infatti non bastano per vivere. Per vivere è necessario ingegnarsi e ingegnandosi fortunatamente si sperimenta il mondo. Così gli incontri e gli scontri con le persone, proprio perchè altro da sè, inevitabilmente scuotono il corso dei nostri pensieri e delle nostre emozioni (inconsciamente compresse da conservatorismi indotti dalla paura), diventando fonte di grande stress e disagio. Siamo cioè indotti a pensare che sia meglio continuare a permanere nel proprio stato di neutralità apparentemente tranquillo (cfr. 12), piuttosto che mettersi in gioco interiormente e rischiare il nuovo comunque vada.

Nessuno di noi è immune a questo meccanismo, ma si può acquisire un nuovo modo di pensare, con modello d'azione conseguente, una volta identificati e chiariti i presupposti, sia personali che antropologici, che innescano le nostre personalissime reazioni.

5 - L'Attesa
Il 5 - l'Attesa è un esagramma fintamente passivo. Così come la Ritirata (cfr. 33), è infatti considerato uno dei momenti migliori del ciclo (clicca sul link per approfondire) per recuperare le energie e pianificare gli eventi futuri. L'Arte della Guerra e I 36 Stratagemmi dedicano lunghi paragrafi a questa attività.(Per approfondire l'esagramma clicca sul link)

Seconda linea mutante: Attendere sulla sponda del fiume in discussioni ostili, significa che durante il progresso (cfr. 35) si è appena usciti dal pericolo, ma che avendo subito qualche danno (cfr. 33.1 e 53.1) prima di decidere la nuova direzione si discute accanitamente (cfr. 2.6).

Quarta linea mutante: Attesa prigionieri in una buca. Significa che in questo momento le cose non si evolvono nè in un senso, nè nell'altro, per questo ci si sente legati a una situazione che subiamo. La linea progredisce, ma essendo la quarta non ha ancora raggiunto il cuore dell'esagramma ed è quindi ancora un momento di riflessione per poter decidere poi, in tempi più propizi, come uscirne.

49 - La Muda
Il 49 - la Muda è l'esagramma che rappresenta l'azione del mutare. Proprio come fanno alcuni rettili quando la loro pelle diventa troppo stretta e la abbandonano per una nuova. Più elastica e ben calibrata, per la struttura fisiologica raggiunta legata alla crescita e all'invecchiamento. Se il 29 è la possibilità del mutamento (quindi l'ignoto, cioè il probabile e l'improbabile), il 49 è la realizzazione. Cioè l'avvenuta muda. (Per approfondire l'esagramma clicca sull'immagine)




Ciao Lb, facci sapere la tua opinione! :)


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lunedì 25 novembre 2013

I Ching - Paragrafo 9 > Etica, Coscienza e Senso Religioso

Di etiche, scuole, religioni e accademie ne esistono molte, ma oggi al concetto di etica si attribuiscono qualità che esso non possiede per sua stessa definizione. 


Il senso religioso naturale, così chiamato perchè presente nell’uomo fin da quando ha iniziato a comprendere i meccanismi dell’universo, nasce laddove un Mistero (qualcosa di inconoscibile e “impossibile”) accade nonostante le umane certezze.

Un senso di stupore di fronte all’idea di spazio e infinito che viene fatto balenare fra ciò che noi crediamo possibile e ciò che invece è in realtà.

La differenza sostanziale fra un essere umano e l’idea di Dio.
 


Il divino è riconosciuto laddove uno schema inoppugnabile si manifesta e le molteplici domande che questo stupore (cfr. 51) fa nascere nell’intelletto umano, rendono comunque nettamente inferiore il livello delle risposte certe.

Quando si parla di Dio nulla è certo.

Dio, inteso come un’entità superiore che tutto comprende e provvede, non sta necessariamente a significare che da qualche parte, non si sa bene dove ma le teorie sono molte, ci sia un tizio con un triangolo fosforescente in testa che passa tutto il suo tempo seduto su una nuvola a fare il voyeur. Un dio che, con un cannocchiale di precisione in mano, intento osserva in modo speciale ognuno di noi per preservarci dal male e concederci tutto il bene quando pregando glielo chiediamo per favore. Un dio insomma che sarebbe una specie di super portiere, guardiano, medico, antifurto, baby sitter, posteggiatore, infermiera, analista etc., pronto ad esaudire tutte le nostre personali necessità. Se solo rispettiamo la forma e gli concediamo le 4 o 5 stracchiate preghierine quotidiane che il credo religioso a cui apparteniamo indica. Ovviamente.

E' un'dea molto semplicistica non vi pare?

Si spera che Dio, se esiste, abbia almeno una personalità divina.
O no?

Dio, per sua stessa definizione, è al di sopra del bene e del male.
Dio è tutto.
Dio è bene e male. Dio è Yin e Yang. Dio è On e Off.
Dio è il tutto.
Dio siamo noi.

E noi, esseri coscienti e liberi di vivere seguendo i precetti del nostro libero arbitrio personale, abbiamo la possibilità di scegliere quale posizione assumere nel mondo e di quale meccanismo fare parte.

Ci si potrà accontentare di molte cose oppure non trovare mai requie.

Perchè in realtà non esiste una regola definita nelle manifestazioni dell’atto sincronico con cui il “divino” si rivela, e il momento in cui ci rendiamo conto della necessità di un preciso cambiamento personale.

Yang e Yin
Dipende dallo stato di coscienza individuale acquisito. Da quanto si è affinata l'abilità di connettere differenti schemi neuronali fra lobo destro e lobo sinistro. Da quanto l'equilibrio del corpo è in contatto con il pensiero della mente.

Più è cristallino lo stato di coscienza individuale (l’essere consapevoli delle connessioni implicite ed esplicite del proprio Io con l’Ambiente/l’Altro da Sé), maggiore è l’influenza positiva che esercitiamo sull'ambiente. Ed è in questo modo che si viene a creare il presupposto energetico-sincronico, Qi (clicca sul link per approfondire), per cui la normale soluzione dei problemi quotidiani risolve nodi ad altri livelli.  


Per questo si parla di Etica.

Chi non è etico subisce l'Ignoto, cioè la paura, come momento doloroso.
Una punizione ingiusta e incomprensibile per cui o piange, o si arrabbia.
O lobo destro o lobo sinistro.
O troppo razionale o troppo emotivo.

Chi è etico ne trae invece un insegnamento. Non piange e non si arrabbia. Acquieta le due esigenze come è possibile in quel momento e procede in ciò che riconosce come proprio.

Nel riconoscere il Tao (clicca sul link per approfondire) riconosciamo che il mondo intorno a noi è insondabile.

L’Altro da Noi infatti si manifesta quanto noi e, nel movimento del tutto personale che segue quanto noi, è perfetto quanto noi. Siamo solo e soltanto noi che possiamo decidere se disturbare questo movimento, o inserircisi con naturalezza.

L’etica interiore di ogni uomo, lo stato di coscienza che ognuno manifesta al proprio grado e alle proprie possibilità, è ciò che istintivamente muove verso alcune scelte di vita piuttosto che altre.  


L’etica personale governa le pulsioni verso cui rivolgiamo il desiderio. Ciò che noi desideriamo, e cerchiamo, produce effetti concreti nel mondo intorno a noi.



In questo contesto il senso religioso è vissuto non tanto come una cieca venerazione verso qualcuno di superiore a cui abbandonare la nostra vita (perché tanto come un padre clemente, se preghiamo devotamente, ci soddisfa), ma con il senso di rispetto e stima che sorge di fronte al Mistero.

Per la grande bellezza che deriva dal nostro manifestarci essendone all’altezza. Da quanto noi ci aspettiamo e sappiamo di poter ottenere da noi stessi.

In questo processo l’etica è l'unica misura a nostra disposizione per poterci auto-valutare, ma purtroppo far coincidere al concetto di etica il tedioso criterio del sacrificio, contrapposto al carpe diem moderno, è il più grande errore di valutazione che la investe.

In realtà il sacrifico maggiore che un uomo possa fare è rendersi conto che i propri desideri non sono necessariamente gli unici obiettivi al mondo. A volte è davvero doveroso e necessario rinunciare a qualcosa di esclusivamente personale per favorire invece l'altro da sè. Il desiderio è infatti spesso momentaneo e legato a un preciso lasso temporale. Inseguendo il desiderio, che nel tempo si rivelerà superfluo, si tende a dimenticare le connessioni più importanti.

Quello che accade in questo processo è solo lo stato di coscienza personale a poterlo supportare e questa riflessione si manifesta sul piano delle azioni. Pensiamo all’esempio banale del famigerato bisogno di petrolio che tante guerre politiche, sociali e reali provoca. Su questo pianeta stiamo agendo sconsideratamente da più di un secolo e per ognuno di noi è oramai arrivato il momento di sedersi a un tavolino per prendere coscienza del riflesso delle proprie azioni nel mondo: capire cosa davvero riteniamo lecito desiderare.

In quest’epoca di grandi incertezze è sempre più chiaro che dobbiamo iniziare ad avere desideri che provochino un minor sfruttamento delle risorse fisiologiche del pianeta e permettano invece una condivisione della ricchezza in modo più equo per tutti gli esseri umani. 
 


L’Ignoto è la bellezza del Mistero laddove l’uomo non ha parole per descriverlo.   


Noi dimentichiamo spesso che la nostra vita è quotidianamente a contatto con l'Ignoto e il Mistero, tendendo a costringere il nostro pensiero in gabbie pre-costituite da chi, non potendo essere libero lui stesso, desidera che gli altri siano prigionieri degli stessi desideri che prova per sè stesso.

Il Nobile riconosce le dinamiche che corrispondono all'Etica del Tao e se ne appropria.


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giovedì 3 gennaio 2013

Yin vs Yang

Anche noi di @Cieloevento ci troviamo nella scomoda situazione di dover scegliere se parlare in modo astratto delle nuove scienze, oppure osservare il mondo e, in base agli stessi postulati che regolano le discipline cui si fa riferimento, esprimere un parere critico su ciò che accade.

Quello che per noi avviene palesemente è che sia in corso una guerra. 


Ma non una delle tante guerre in cui gli esseri umani si sparano e bombardano gli uni con gli altri (a questo tipo di guerre siamo abituati da millenni). La vera e unica grande guerra che si palesa sotto gli occhi di tutti è fra Yin e Yang - Maschile e Femminile - Uomo e Donna. 

In questo mondo dove tutto è movimento e lotta c'è chi, invece d'accontentarsi d'esser sazio e goderne, prende "tutto ciò che può quando vuole se può permetterselo" perchè "ciò che è tuo è mio e ciò che è mio è mio."

E questo permetterselo, fra uomini e donne, è sempre stato il desiderio maschile (tradotto in erezione dalle secrezioni ormonali) che non ascolta altra ragione che non sia la propria.  


Permetterselo quindi che non collima con ciò che è giusto, visto che il desiderio ha sempre il pessimo vizio di desiderare in assoluto la soddisfazione di sè stesso. E se essere più forti significa poterlo appagare in qualsiasi momento, cosa davvero lo impedisce? Dio?
 

In questi anni le donne sono state costrette ad ascoltare uomini che le accusavano d'essere la causa stessa delle violenze subite. 

Donne che sono state sminuzzate di fronte all'opinione pubblica e divorate dal sistema quando hanno provato a ribellarsi. 

E visto che la legge alla base della struttura di questo pianeta è che il più forte vince sempre (purtroppo non il più intelligente o il migliore), le donne hanno impiegato millenni per ottenere anche solo che la legge le riconosca come soggetti e non oggetti.

Potremmo citare il Massacro del Circeo italiano per ricordare che, solo dopo questo fatto, fu impossibile per l'opinione pubblica continuare a giudicare lo stupro come semplice reato al pudore. Scappatoia attraverso cui lo stupratore, considerato vittima della vittima stessa, veniva giudicato in compiacenza. 


Ma possiamo tranquillamente citare quello che accade in India ora, dove nei giorni scorsi si conosce notizia di altre 3 donne, di cui una bambina, stuprate e poi selvaggiamente picchiate.  

L'indegna verità che esiste dietro il loro sistema sociale è che se una donna viene violentata diviene comunque impura, perciò non rispettabile, e per proteggere il buon nome della casta famigliare di fatto lo stupro subito non viene quasi mai denunciato.  

E quindi punito. 

Se ne vengono dichiarati 3, la verità è che il numero va più che decuplicato. 

Quotidianamente. 

E l'India è solo una delle tante nazioni al mondo in cui apparentemente lo stupro è tutelato dalla legge, ma nella realtà dei fatti è come se invece fosse autorizzato.
 

Provate ad immaginare se fosse così anche qui. Vi invitiamo a chiudere gli occhi un attimo e provare a pensare seriamente, per un secondo solo, a quello che potrebbe accadere se anche qui fosse di fatto permesso.

Per non citare le leggi islamiche che impazzano poco al di là dello stivale. Fra mutilazioni genitali e legittimità proclamate in nome di non si capisce bene quale dio, alle donne occidentali non rimane che ben sperare che se ne restino dall'altra parte del mare.
 

Yin vs Yang
E davvero l'uomo che si proclama diverso, l'uomo che ripudia il pensiero di queste violenze e non ne commette, davvero dentro di sè accetta la donna come suo legittimo pari? Davvero non la ritiene inferiore?

Davvero lo Yang accetta lo Yin?

Davvero non accade anche in Italia, tutti i giorni quotidianamente, in forme forse più subdole e meno evidenti, che la donna sia messa a priori in condizione di inferiorità?

Perchè la connivenza maschile, muta indiretta e inespressa del maschio che non commette e non commetterebbe mai, non aiuta di certo a fermare quello che accade.

E quello che accade è di fronte ai nostri occhi.

E lo stato di coscienza, l'intelligenza, impedisce a qualunque essere umano che vuole appellarsi come tale, di servirsi come giustificazione del principio genetico per cui il testorene non possa essere controllato: perchè il testosterone non è una malattia e nemmeno un alibi antropologico. E' solo il principio ormonale che permette la riproduzione.

Questo è un mondo creato dal desiderio interpretato dagli uomini. L'industria, la tecnologia, i mass-media, i governi e le istituzioni sono costruite sui desideri maschili e nessuno sembra domandarsi seriamente che cosa accadrebbe se per primo ognuno di noi lavorasse sui concetti, e preconcetti, che con tanta indulgenza sembra accettare anche se non "farebbe mai".

Le leggi di questo pianeta stanno rivelando che gli schemi cerebrali influenzano l'ambiente circostante di chi li emette, anche perchè ovviamente a schemi cerebrali corrispondono azioni esterne, e anche se queste azioni sembrano minime (una donna per esempio in genere non obietta ma rompe le scatole), e quindi sottovalutate, si sommano a quelle macrocosmiche rinforzandole, invece di metterle seriamente in discussione.

Caro uomo portatore del principio Yang del 2013. L'augurio è che si possa cambiare le cose dentro e fuori di noi perchè, se ciò non avverrà, lo scandire taoista dei cicli insegna che dopo lunghi periodi di ristagno e oscuramento, giunto il limite, si capovolgerà immediatamente nel suo opposto e tutto ciò che sarà stato preso con la forza e l'inganno si perderà.

Sarebbe più saggio e auspicabile per tutti un grazie in più veramente vissuto, piuttosto che il solito falso sorriso che nasconde il preconcetto, la non accettazione dell'altro da sè, in agguato.

Se il momento osservato è il totale di tutti gli ingredienti, l'accorgersi di ciò che automaticamente facciamo può permetterci di cambiare le cose.

Per tutti noi.



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venerdì 2 novembre 2012

Osservazione

Nel post precedente abbiamo parlato di spontaneità (clicca sul link per approfondire) e osservazione oggettiva. Metodo che secondo il Taoismo affranca l'uomo dalla compartecipazione dialettica rendendolo libero da ogni legame con la materia.

Però nessun cervello umano può essere un oggettivo osservatore di ciò che lo circonda. 

Le informazioni vengono disposte nella scatola cranica in modo spaziale, non lineare, e le variabili che compongono il sistema dipendono esclusivamente dalle caratteristiche della personalità (clicca sul link per approfondire). Esistono sì aree predisposte alle funzioni, ma come queste vengono logisticamente organizzate è sempre soggettivo. 

Gli schemi cerebrali, quindi l'attività elettrica di cui si è conduttori, si possono distinguere per dimensioni, ma non per prestazioni qualitative. Si è solo correlato che maggiore è l'esercizio di un pensiero monotematico e più facilmente vengono attivati gli schemi neurali di appartenenza, e che gli schemi a lunga memoria che coinvolgono un gran numero di neuroni, appartengono a ragionamenti considerati potenziali di intelligenza. Maggiori recettori cellulari si attivano per connettere i neuroni, maggiori sono le probabilità di un ragionamento rapido e ben strutturato.

E secondo un taoista maggiore e rapida è la capacità di visione obiettiva, maggiore è la spontaneità (clicca sul link per approfondire) con cui è possibile reagire agli avvenimenti esterni.

I fisici quantistici un bel giorno si sono divertiti a sparare degli elettroni attraverso una fessura.

E fin qui niente di strano. 

Poi hanno provato a sparare gli stessi elettroni attraverso due fessure. 

E il risultato che hanno ottenuto li fa discutere ancora adesso. 

Si sono accorti che se parti di materia infinitamente piccola vengono lanciate attraverso un'unica fessura, nello schermo retrostante si crea il previsto modello standard composto da un'unica banda. Ma che se le stesse particelle vengono sparate attraverso due fessure, improvvisamente smettono d'essere materia e si comportano come onde.
(vedi video Dr. Quantum)

Dopo questa scoperta ne fecero un'altra ancora più stupefacente. Se cercavano d'osservare il processo per capire cosa succedesse, la particella smetteva di comportarsi come un'onda e tornava ad essere semplice materia. 

La sola presenza di un osservatore ha quindi il potere di costringere la particella a dover decidere da quale delle due fessure passare, creando poi un normale modello standard a doppia banda nel solito schermo retrostante.

Ma se l'elettrone osservato decide quale scanalatura scegliere, allora è come se fosse cosciente dell'osservatore. 

E l'atto dell'osservare è in grado di influenzare il risultato visto che l'elettrone isolato (misurato in fisica come una particella che si converte in un'onda di potenziali) attraversa entrambe le scanalature e interferisce con sè stessa, mentre in matematica attraversa entrambe le fessure e non ne attraversa nessuna; ne attraversa solo una; oppure attraversa solo l'altra, mantenendo comunque ognuno di questi 4 risultati perchè sono tutte possibilità in sovrapposizione (ovvero disposte in spazi diversi ma con valore e potenziale uguali).

L'osservatore è quindi in grado di collassare la funzione d'onda (il movimento d'energia) con la semplice osservazione stessa.

Questo processo di indagine sull'infinitamente piccolo ha quindi una stretta analogia con la pratica Taoista dell'osservazione oggettiva. 

I praticanti vengono sollecitati a riconoscere come obiettivo esteriore la compartecipazione al moto spontaneo dell'universo, o meglio alla sua propagazione in forme d'onda, attraverso un impatto non ostile sulla materia che in questo modo non si converte in Yin Or Yang permanendo in Or.


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giovedì 18 ottobre 2012

Sincronicità

Gli atti sincronici rafforzano per cui il senso di fede e ad ogni atto corrispondente cresce la certezza d'essere degli affrancati. 

Dei giusti sostenitori della corretta causa e della giusta via.

Accade per esempio che l'oroscopo personale sia perfettamente aderente allo stato vissuto; che i sogni possano essere così lucidi da diventare reali; che si apra una pagina a caso per leggere lo stesso strano responso; numeri ricorrenti che si presentano oltre ogni probabilità, o ancora segnali interconnessi fra colori, suoni e odori, che avviluppano il nostro corpo in quella sorta di invidiabile certezza che ci rende immortali in vita. 

E divini. 

Finchè dura.

Anche vero però, che non sempre l'atto sincronico è veramente tale. In fondo il potere della nostra mente è abbastanza grande da innescare con facilità una serie di reazioni a catena che lo manifestano a nostro preciso desiderio. Anzi più profondo e radicato è questo desiderio, maggiore è la probabilità che si esteriorizzi.  

Ma allora, quanto ciò che accade è davvero spontaneo al flusso cosmico, e quindi realmente sincronico, e quanto non lo è? 

A questa annosa questione sono le forme religiose che pongono il limite indicando un obiettivo superiore al di fuori delle proprie egoistiche e narcisistiche necessità. Il rito, soprattutto se con lunga tradizione alle spalle, è come il modello di un cluster di pensiero a lunga memoria, in grado di attivare un cluster mentale simile (quindi con gli stessi spazi neuronali di riferimento), in tutti i praticanti del rito stesso e maggiore è il numero dei partecipanti all'atto pratico, maggiore è l'influenza psichica che si riversa in chi è normalmente disponibile a uniformarsi. Si potrebbe dire che più si è avvezzi a conformarsi agli schemi mentali precostituiti (mode, target, abitudini, desideri, vizi etc.) sociali e più questo processo si innesca facilmente. 

Le onde cerebrali emesse durante una celebrazione, sono in grado di indurre lo stesso schema nei cervelli delle persone presenti nel raggio di qualche centinaio di metri. Per poi affievolirsi e infine disperdersi nel flusso psichico comune dopo un certo periodo di tempo. 

Maggiore è la frequenza del rito, maggiore è la coerenza del cluster originale e dell'effetto che provoca. 
Maggiore è l'intensità dei cluster attivati durante il rito, maggiore è l'effetto esterno. Maggiore è la pratica del rito, maggiore la facilità con cui i praticanti sono in grado di mantenere il cluster mentale di riferimento per lunghi periodi di tempo diventando, per così dire, attivi nel produrre "sincronicità" (clicca sul link per approfondire) coerenti all'oggetto del culto.

Interessante vero?

A catechismo questo non lo insegnano e nelle scuole iniziatiche, anche di alto lignaggio, ne parlano più come di un miracolo divino che non di un vero e proprio atto d'influenza cosciente sull'ambiente. 

E questi sono decisamente un credo e un insegnamento non coerenti per chi si professa esoterista.

Ma allora qual'è il punto? Dove lo scetticismo si arrende di fronte a una logica superiore, a un disegno che appare talmente grandioso da implicare per forza la parola dio, l'origine, il viaggio e lo scopo della nostra esistenza?

Perchè parliamoci chiaro. Rode a tutti un casino dover tirare il gambino e proprio perchè ci rode passiamo la metà della nostra vita inscenando i nostri personalissimi drammi. Meglio che niente.

Ma proprio grazie a tutto questo, e sopra tutto questo, nasce un'ulteriore questione: ma perchè dovremmo essere guidati da forze che indicano la retta via a priori, quindi avere un destino prestabilito e predeterminato da tale dio, quando le possibilità offerte da questo mondo, unica cosa certa, sono miliardi?

Ah ah! è proprio qui che casca l'asino! cioè noi. Certo, le possibilità sono miliardi, e tutte si proporranno nella nostra vita facendo l'inchino, solo che noi non avremo abbastanza tempo per riconoscerle, non saremo coerenti cioè allo stato che le manifesta, e non le individueremmo neanche se qualcuno facesse un film educativo e ce lo sciorinasse davanti al naso.  

Nell'entropico universo in cui siamo oggettivamente inseriti, saremo sempre e solo in grado di focalizzare alcune possibilità piuttosto che altre, nonostante la nostra volontà contraria. I parametri per intraprendere cambiamenti che possono emrgere dalle probabilità, sono molteplici e non tutti si calibreranno nel modo giusto (al tempo adatto cioè), per poterle veramente possedere piuttosto che sprecare.

E mentre gli dei dell'olimpo continuano a spargere favori a seconda dei pianeti che transitano sopra di noi, l'umanità parla ancora di karma e libero arbitrio. 

Mentre dentro prega "Padre famme 'a grazia".


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