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sabato 6 giugno 2015

I Ching - Come Consultare e Interpretare I Ching III

Buongiorno a tutti e buon fine settimana!

Abbiamo ancora alcune domande in lista d'attesa, ma siete tutti invitati a scriverci se avete dei lanci o dei dubbi da chiarire.

Ai nuovi arrivati rammentiamo che è importante per loro accedere ai link di benvenuto che vi segnaliamo, altrimenti è impossibile capire che cosa aspettarsi da noi e dalle nostre risposte.

Noi non siamo dei consulenti, non siamo degli psicologi, non siamo dei fattucchieri, dei medium, dei sensitivi o dei cartomanti. Non leggiamo il futuro, non siamo dei guru e non siamo disponibili ad assumerci alcuna responsabilità nei confronti delle decisioni che dovete prendere e per cui voi consultate il libro.

Noi siamo degli studiosi e siamo solo interessati ad aiutarvi a disbrigare la matassa ermetica che talune volte le linee dell'I Ching contengono, ma non possiamo inventarci parole che non sono scritte e nemmeno indicarvi a nostro puro libero arbitrio chi sono gli attori della vostra vita.

Potremmo anche darvi l'interpretazione perfetta, suggerirvi esattamente quello da dire, pensare e fare, ma noi non siamo burattinai e voi non siete uno dei pupazzi del Muppet Show.



Utilizzare I Ching sperando di trovare risposte per decisioni che dovete prendere solo voi, è corretto se accettate il paradigma di base che lo sostiene: il Nobile manifesta tutte le caratteristiche del Nobile e non si abbassa mai a livello dell'ignobile.

Le qualità del Nobile sono ben enunciate nel libro, sta a voi scegliere quale ruolo interpretare e quali qualità manifestare, e solo allora le parole del testo vi saranno chiare.

Il Nobile (clicca sul link per approfondire) è disposto ad imparare e per farlo accetta di osservare il proprio comportamento per modificare ciò che non va dentro di lui, non fuori.

Le cose fuori da noi (questa è una regola universale) accadono solo se vibriamo alla frequenza elettromagnetica che le riconosce e le può accogliere amalgamandocisi.

La maggior parte della qualità della frequenza elettromagnetica di cui disponiamo dipende dalla nostra igiene mentale. Per quanto le ferite inflitteci dagli altri siano dolorose, è compito del Nobile perseverare nel proprio carattere e quindi comportarsi di conseguenza per incarnare davvero ciò che sostiene d'essere. Coerente con il pensiero e le azioni che manifesta.

Modificando i lati della propria personalità (che tutti noi sappiamo essere e riconosciamo come acuminati), prediligendo il proprio lato luminoso e gentile, il Nobile manterrà l'equilibrio interiore che solo successivamente si rifletterà anche esteriormente (cfr. 25.2).

Perchè come in grande, così in piccolo giacchè il momento osservato è il totale di tutti gli ingredienti.


Per approfondire cliccare qui.

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sabato 17 gennaio 2015

I Ching per Alice27 - Segno Feticcio e Segno Ricorrente.

Buongiorno @Cieloevento! 
Mi accorgo che il mio segno feticcio è il 63, me lo ritrovo sempre e dovunque tra i piedi! In tutte le salse, vuole dirmi qualcosa? Non so definire se positivo o negativo, ma quasi sempre come secondo esagramma o esagramma unico. Alice27


Buonasera Alice27,
approfittiamo della tua domanda per approfondire l'argomento.

Il Segno Ricorrente (clicca sul link per approfondire) è quello che esce con una casistica superiore alla media, quello che è sempre fra i piedi anche con le domande più disparate, ed è ripetuto come un tam-tam esasperante di cui non riusciamo a comprendere nè l'inizio nè la coda. Spesso non ne intendiamo il senso proprio perchè non vogliamo ascoltare quello che dice.

Il Segno Feticcio (clicca sul link per approfondire) invece è quello che, quando esce, ha un significato speciale tale per cui si sa già a priori, a prescindere da quello che accadrà poi, che cosa "succederà". Se ne intende quindi molto bene sia il senso, che il messaggio.

Noi pensiamo quindi che il tuo non sia un segno feticcio, quanto invece un segno ricorrente, un esagramma che si presenta perchè al suo interno è contenuto un messaggio che non desideri ascoltare, ma che è necessario affrontare e digerire se vuoi avanzare.

In questo momento il senso generale che Yi ti propone è questo: vuoi proseguire o vuoi restare ferma qui? Vuoi muoverti? Vuoi uscire da questa situazione? Bene allora cerca di capire questo esagramma e approfondiscilo bene.

Questo tipo di comprensione però, non possiamo dartela noi. Possiamo indicarti invece un percorso che possa aiutarti ad arrivare a recepire il senso che ti appartiene davvero, non una soluzione standard. Un lavoro quindi che devi fare tu, un compito che ti appartiene e riguarda solo la tua crescita individuale.

Quando come esseri umani ci troviamo di fronte ai problemi della vita, per conoscere le soluzioni utilizziamo dei parametri su cui basare le nostre speculazioni ed osservazioni. I parametri necessari a questa ricerca ti sono noti per forza, perchè sei tu che vivi la tua vita ed essi sono parte integrante della tua quotidianità: le qualità, i difetti, la personalità, il carattere, i talenti, le goffaggini, i successi, i fallimenti e via così discorrendo.

Sul Tempio dell’Oracolo di Delfi è scritto:  Nosce te ipsum (uomo conosci te stesso, la cui conseguenza è conoscere l’universo e gli Dei), mentre Carl Gustav Jung scriveva che: 

«Chi guarda in uno specchio d’acqua, inizialmente vede la propria immagine. Chi guarda se' stesso, rischia di incontrare se' stesso. Lo specchio non lusinga, mostra diligentemente ciò che riflette, cioè quella faccia che non mostriamo mai al mondo perché la nascondiamo dietro il personaggio, la maschera dell’attore. Questa è la prima prova di coraggio nel percorso interiore. Una prova che basta a spaventare la maggior parte delle persone, perché l’incontro con se stessi appartiene a quelle cose spiacevoli che si evitano fino a quando si può proiettare il negativo sull’ambiente.»

Questa indagine quindi la puoi affrontare solo tu, ma dovrai desiderare di svolgerla e impegnarti seriamente per farlo.

Noi possiamo solo aggiungere che il 63 (clicca sul link per approfondire) è un tempo di fine, la fine di un ciclo, ma che cosa esso rappresenti nella tua vita non lo possiamo proprio immaginare.

Ti consigliamo per cui di trovare un vocabolario e con esso, diligentemente, confrontarti con la traduzione di Richard Wilhelm. Per ogni parola che non comprendi, perchè di gusto troppo arcaico e ti sfuggono perciò i possibili doppi sensi contenuti, usa appunto il dizionario per leggere la descrizione e i sinonimi che gli appartengono.

Questo permette di maneggiare meglio le metafore contenuti negli esagrammi, in questo modo è poi più semplice fare un parallelismo con la propria vita per indagare bene che cosa non funziona e come desideriamo mutarlo.

Ciao Alice27, buon lavoro e facci sapere! :)




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giovedì 14 agosto 2014

I Ching - Semplicità e Libertà

In questo mondo accade una strana cosa.

Poche persone hanno veramente voglia di usare il cervello come potrebbero, però tutti gli esseri umani hanno le stesse identiche possibilità per poterlo fare.

Evidentemente molti - e questa non è un'opinione e nemmeno un giudizio, ci riferiamo al bollettino di morti, disastri e guerre che impregnano le notizie dei giornali del mondo - hanno poca voglia di sottoporsi alla fatica che la disciplina del pensiero richiede.

Così ci si appoggia agli accademici, ai pensatori, ai tecnici, ai filosofi e ai saggi che dovrebbero, con poche parole e grande semplicità, riuscire a spiegare ciò che è complesso.

Mandala di Sabbia Colorata
Perchè non è vero che la vita è semplice.

La vita non è semplice.

La vita è entropica ed esiste un grande dinamismo nel corso della sua manifestazione che, viste le connessioni olografiche implicite ed esplicite, rende il discorso abbastanza complicato se non si hanno le idee chiare sui vari percorsi (leggi discipline) che si possono utilizzare per concatenare le cose.

Ma gli esseri umani son esseri umani a tutti i livelli e, visto che imitare ciò che fa l'altro funziona meglio che provare a provvedere da soli (è un percorso più faticoso), anche gli accademici, i tecnici di settore, i pensatori, i filosofi e i saggi hanno imparato a complicare a proprio uso e consumo (ovvero la staticità della loro raggiunta posizione) tutto ciò che è semplice e facilmente dimostrabile.

E così, spesso in preda al meccanismo tutto umano dell'invidia, invece di darsi da fare per migliorare ciò che si conosce e magari implementarlo, passano invece molto tempo nel conteggio dei propri conti.

Se le persone non pensano, se le persone son spaventate, se le persone sono ignoranti, è davvero molto, molto più facile controllarle ed ottenere da loro ciò che si vuole. Lo sapevano e lo sanno bene gli schiavisti che impedivano ed impediscono qualunque forma di alfabetizzazione.
 
E visto che non è possibile impedire il progresso, è solo questione di tempo, i tornacontisti dei loro tornaconti hanno presto capito che se non si può impedire il progresso, lo si può però inquinare.

Prendiamo per esempio cosa è successo a questo blog appena ha iniziato a parlare di sistema complesso, invece che delle solite quattro cose che chiunque può dire o non dire sugli ideogrammi che accompagnano il testo.

Oppure degli attacchi ridicoli, ed estremamente aggressivi, comparsi solo su bacheche semi-private (qui non si è mai esposto nessuno), a causa della posizione del Tai-Ji della copertina.

Perchè chiunque sa che lo yin deve essere disegnato a sinistra e lo yang a destra, di conseguenza i componenti della redazione di @Cieloevento sono solo degli idioti inattendibili.

Mind Game
Speriamo invece che tutti voi siate a conoscenza del fatto che se nelle scuole elementari vengono insegnate le tabelline tenendo conto che 1+1 sia uguale a 2, quando invece si prosegue negli studi di matematica teorica e applicata, che 1+1 sia uguale a 2 è tutto da dimostrare.

Perchè nella maggior parte dei casi non è così e, quando per caso lo diventa, non lo è mai davvero del tutto.

Esistono scuole vecchie come il cucco che continuano ad esistere solo perchè chi le utilizza non ne conosce altre perciò, invece di degnarsi d'approfondire, magari facendoci domande dirette e sensate, non è riuscito a far niente di meglio che provare a ridicolizzarci.

Per quanto riguarda la parola complesso, solo un ignorante (ed evidentemente ce ne sono parecchi) penserebbe che significa "difficile" e solo un ignorante che deve vendere fumo per poter mangiare, si intestardisce in una strada che prima o poi gli si ritorcerà contro (cfr. 4).

Complesso significa essere capaci di prendere le dinamiche naturali di un sistema e connetterle come un puzzle che crea un disegno di insieme, un colpo d'occhio comprensibile e velocissimo sintetizzato in un disegno (le formule matematiche e/o fisiche sono la stessa cosa).

Nel caso di I Ching gli esagrammi e le loro connessioni di linea in linea, di lancio in lancio, di mappa in mappa.

Nessuno può dirvi che imparare sia semplice e questo vale per qualunque disciplina, anche quelle sportive come ben sanno gli atleti.

Imparare richiede uno sforzo personale costante e molta dedizione.

Funziona così per TUTTI, anche per Stephen Hawking, il cervello è come un muscolo e se lo volete allenare dovete pensare le cose che lo mantengono scattante e veloce.

Rifiutate perciò a priori chi vi propina fast-food culturale.


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domenica 3 agosto 2014

I Ching - Percorsi Mentali d'Apprendimento - l'Osservazione Oggettiva

Questo post (clicca qui) è interessante perchè mette bene in luce una difficoltà tutta occidentale nel leggere le parole che accompagnano gli esagrammi, e le linee, di I Ching.

Come diceva Jung, due diversi paradigmi che possono integrarsi solo grazie al confronto.

"Il popolo cinese possiede una “scienza” che trova proprio ne l’I Ching il suo standard-work. Il principio di tale scienza, come molte altre cose in Cina, è oltremodo diverso da quello su cui invece è impostata la nostra."  Carl Gustav Jung

Le domande a cui abbiamo risposto nel post qui citato, sono risolvibili solo accettando il postulato che ciò che è scritto sia letterale perchè ricavato da un'osservazione naturale.

Dovete cioè comportarvi come fanno gli scienziati a cui non basta sapere come è fatta una gallina solo perchè qualcuno gliel'ha descritta.

Uno scienziato, e puta caso un taoista, se vuole davvero conoscere qualcosa in modo approfondito, mette a disposizione dell'oggetto osservato il proprio tempo. Si ferma a guardare senza pre-giudizio e senza fretta.

Se questo meccanismo mentale non fosse stato messo in moto in ogni cultura del mondo, ancora oggi ogni volta che cade un fulmine pregheremmo un ipotetico dio domandandogli perchè. E così facendo dimostreremmo solo di non aver osservato, e per cui capito, cosa accade nell'ambiente intorno a noi.

Come se non ne facessimo parte e non contribuissimo attivamente alla sua manifestazione quotidiana (per eccesso, un giorno qualcuno si sveglia e per sbaglio preme il bottone rosso di una centrale termo-nucleare).

Se per un orientale è molto più famigliare il concetto olografico d'ambiente (e su questo postulato si basano gli studi del Feng-Shui e della Medicina Tradizionale Cinese) come dato di fatto acquisito, noi occidentali spaparazziamo ai 4 venti le nostre grandi idee di fisica quantistica, coprendole poi però d'un alone di mistero superstizioso popolare - e anche accademico - ridicolo e grottesco.

Abbiamo paura della nostra ombra e non dovremmo, diceva sempre Jung.

Ora, è anche interessante notare che è sempre l'occidentale a tacciare l'orientale d'avere un approccio mistico negli studi presenti e passati, quando allo stato dei fatti è esattamente il contrario.

Noi l'abbiamo scritto decine di volte, ma nessuno sembra cogliere la basilare importanza di questo dato prettamente tecnico, quindi se lo dimentica e la volta dopo si ritrova davanti alla stessa difficoltà.

In Yi la versione filosofica (o meglio mitologica), è semplicemente frutto della saggezza popolare acquisita nel periodo storico in cui il sistema si è sviluppato, ma gli esagrammi non sono una speculazione sofista.

Gli esagrammi sono letteralmente fotografie di stati elettromagnetici (i famosi campi quantici di risonanza) che si evolvono e manifestano in cicli. Essi rappresentano fenomeni naturali, sociali e mentali, che si intersecano fra loro perchè non possono essere scissi dal contesto olografico di campi morfogenetici di risonanza (la legge d'attrazione che a sua volta causa l'effetto sincronico), per cui Yi è letteralmente un'enciclopedia scritta da fisici meccanici e quantistici orientali ante-litteram.

E per descrivere quello che avevano capito, hanno usato le armi che lo sviluppo intellettuale metteva loro a disposizione in quel periodo storico e in quell'area geografica.

Linea dritta e linea spezzata.

I Ching.

Per questo motivo nel 2014 possiamo tranquillamente definirlo Sistema Complesso, perchè questo è esattamente quello che si ottiene volendo approfondire lo studio dei rapporti algebrici e gli algoritmi che intercorrono, in modo più che evidente per qualunque matematico odierno, fra gli esagrammi e i loro mutamenti.

Per capire le linee è quindi necessario approfondire i fenomeni naturali che vengono apertamente citati (il tuono ad esempio), per poter arrivare ad intuire per deduzione logica quelli sottintesi come l'eclissi solare. E' vero che non c'è scritto eclissi solare, ma questo è quello che gli ideogrammi (che non sono parola ma tratto) descrivono.

In questo senso, per poter coniugare la parola (ideogramma) e il simbolo (esagramma) in una concettualizzazione che a un occidentale sia comprensibile, vi consigliamo di usare un qualunque motore di ricerca per cercare le foto di ciò che in Yi viene citato e/o descritto.

Credeteci. Guardare l'immagine di un monte, aiuta tantissimo a comprendere le parole e il senso dell'esagramma 52.

Provare per credere! ;)

Monte Huangshan





































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venerdì 23 maggio 2014

I Ching, Carl Gustav Jung, Wolfgang Pauli e l'Alchimia - Storia 1

Quando si parla di I Ching e Carl Gustav Jung, le cose si complicano a causa delle diverse posizioni accademiche che gli studiosi e gli operatori di settore assumono.

Gli operatori di settore rigidamente fedeli ad antiche scuole e/o tradizioni, disdegnano Carl Gustav Jung perchè è europeo, non può aver capito nulla e quindi blatera di idee solo sue. Gli accademici invece considerano la Teoria della Sincronicità un'ipotesi senza valenza scientifica e il suo rapporto con I Ching una delle stramberie, di cui spesso soffrono i geni, a cui la storia ci ha abituati.

Vero però che Jung è stato lo scienziato che, nel corso della propria vita, non solo ha sdoganato le idee empie e sovversive di Sigmund Freud, ma ha anche compiuto una profonda, e al limite del border-line, ricerca sull'inconscio umano e i suoi meccanismi.

Libro Rosso - Carl Gustav Jung
Jung era un visionario. Lo racconta in Ricordi Sogni Riflessioni, lo disegna dettagliamente nel suo diario, ma è altrettanto vero che Carl Gustav Jung era anche un uomo molto concreto. Un uomo che abbinava il desiderio di riflessione e solitudine, a un intenso ed alacre lavoro manuale che nel 1923 lo portò a costruire la torre di Bollingen.

Di quest'uomo, pubblica figura ed uomo privato, noi contemporanei pensiamo di sapere tutto. O quasi tutto.

Ne leggiamo i libri. Ne scrutiamo e sezioniamo le parole cercando recondite verità mai espresse. Apriamo i suoi diari alla ricerca delle tracce della sua complessa, variegata, poliedrica e geniale personalità. Guardiamo la sua famiglia, giudicando le sue relazioni personali, alla ricerca del quid che lo rendeva così diverso dagli altri.

Ma Carl Gustav Jung non è nei suoi libri, non è negli aneddoti, non è nelle sue teorie e non è nemmeno nei suoi più famosi enunciati.

Carl Gustav Jung è per noi lo scienziato che scrutava gli schemi della mente per cercare la cura ai mali che la affliggono.

E' l'essere umano che inseguiva l'equilibrio del pensiero e della pratica manuale, per trovare un senso anche ai propri intensi, colorati e complessi, per cui non meno "disturbati", percorsi mentali.

Percorsi che in quel periodo storico - come per Leibnitz prima - scatenavano spesso pesante ironia se non disprezzo.

Carl Gustav Jung
Carl Gustav Jung per noi, posteri del futuro, rimane l'uomo che manifesta la proria essenza nelle ore e ore, di totale e lontana solitudine, in cui limava la pietra cercando la soluzione tecnica e scientifica delle proprie idee.

Ricerche che in grande parte trovavano contesto e riscontro - sempre come per Leibnitz prima di lui - nell'orientale I Ching e nei trattati d'Alchimia occidentale.


Jung passava molto tempo solo, perchè non aveva modo di confrontarsi con nessuno che condividesse almeno parte delle sue originali ed innovative idee.

Temeva di esporsi al ridicolo, ma non poteva sottrarsi alle proprie conclusioni.

Poi incontrò Wolfgang Pauli.

Se Jung era in grado di far schioccare le antiche librerie di legno per dimostrare la Teoria della Sincronicità a piacimento (e contemporaneamente provocare l'irrimediabile ira del rigidissimo Freud), Pauli aveva invece il privilegio d'esser noto per il sicuro effetto catastrofe che era in grado di causare con la sua sola presenza, anche in un treno di passaggio, ovunque si stesse svolgendo un importante esperimento scientifico.

Wolfgang Pauli
Ma se Jung utilizzava il ritiro e il lavoro manuale per disciplinare la propria mente, Pauli invece conduceva una doppia vita.

Di giorno era il rinomato studioso che forgiava teorie di fisica così innovative da polverizzare molte antiche e datate certezza, mentre di notte (per sfuggire all'irrequietezza da cui era divorato) si trasformava nel più classico dei mr. Hyde dedicandosi, con ampio impegno e doveroso successo, all'uso ed abuso di sesso, droga e rock'n roll.

La storia racconta di un crollo nervoso, o forse fu un intervento della figlia, ma per questo motivo nel 1930 divenne paziente di Jung il quale, volenterosamente e metodicamente come sua abitudine, iniziò a curare il disturbo che provocava il malessere psichico dello scienziato.

Per lui deve essere stata una grande emozione scoprire che, ciò che disturbava l'equilibrio psicologico del teorico quantistico, era lo stesso orientamento di pensiero che disturbava anche il proprio.

Tutti e due avevano un'idea che non riuscivano a comunicare.
Tutti e due avevano capito un meccanismo universale per cui non trovavano gli elementi culturali e scientifici adatti con cui dimostrarlo.

Ma per tutti e due la certezza della sua esistenza, e la frustrazione causata dalle rispettive posizioni professionali che esigevano una reputazione integerrima, causava loro un'intensa eccitazione mentale che non riuscivano a placare.

Un'intuizione evidente che non era - e ancora non è - possibile dimostrare in laboratorio alle condizioni richieste dall'inevitabile protocollo degli esperimenti scientifici riconosciuti ufficialmente.

Essendo tutti e due studiosi altamente specializzati, non potevano comunicare fra loro utilizzando i postulati teorici delle rispettive discipline, visto che i concetti più sottili avrebbero richiesto anni di approfondimento, ma entrambi studiavano da tempo i testi d'Alchimia Occidentale.

Questo permise loro di condividere un linguaggio molto sofisticato, articolato e significativo, adatto alla speculazione teorica dei massimi sistemi.

Gli antichi simboli alchemici divennero il glossario e il campo di indagine comune che li aiutò a implementare le proprie teorie e se Pauli era ossessionato da un numero primo, Jung invece lo era da quello che poi sarà l'enunciato della Teoria della Sincronicità del 1950.

L'esistenza di un'unica regola.

Che in oriente alcuni chiamano TAO.

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domenica 4 maggio 2014

I Ching, il Nobile, l'Ignobile e le Dipendenze Emotive

Buongiorno,
riprendiamo parte delle materie gia affrontate nei post precedenti,

- I Ching - Paragrafo 10: Il Desiderio, il Nobile, la Dipendenza Emotiva (clicca sul link per approfondire)
- Abitudini, Dipendenze Mentali (clicca sul link per approfondire)

- Realtà, come il Cervello Approccia il Ragionamento (clicca sul link per approfondire)

lasciandovi alla visione di questo breve video, che ben illustra come vengono costruiti gli schemi mentali.

Buona visione a tutti e lasciateci i vostri commenti sull'argomento!!! :)




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martedì 25 febbraio 2014

I Ching per Lb - esagramma 5.2,4 > 49

Buonasera @Cieloevento.
Sollecitato dall'invito della redazione ai "signori maschietti" (clicca sul link per approfondire) mi propongo per chiedere un parere e un chiarimento relativamente a un recente consulto. Per questioni lavorative sono entrato in contatto con una persona che conoscevo gia da tempo per via di un comune hobby che condividevamo entrambi in passato, ma che poi avevo perso di vista. Per via di questo lavoro, e nuovamente per lo stesso hobby, ci siamo ritrovati ma, a causa di una mia  stupida "prudenza", forse eccessiva verso i rapporti perchè dettata da una serie di pregresse batoste in campo relazionale/amicale/amoroso, non riesco a lasciarmi andare completamente. Dentro di me noto due forze in contrasto. Una la suddetta "prudenza" figlia del senso di autoprotezione e del non volermi far male da chissà quale illusione, dall'altra però una voglia timida ma profonda di rimettermi in gioco a prescindere da che tipo di rapporto si possa instaurare con l'altro/a...
Ho chiesto quindi a Yi che tipo di rapporto  posso instaurare con X in questo momento.? Responso 5.2,4 > 49.
Riflettendoci dopo forse la domanda è anche mal posta ma vedo interessante la risposta. Le sentenze dei due esagrammi anche in base a quello che gia avete postato mi sono chiare più o meno ma non riesco per niente a decifrare le due linee mutanti.
Che potete dirmi? Grazie. Lb


Buonasera Lb,
Il Nobile (clicca sul link per approfondire) è la figura centrale di riferimento di tutto il testo. Come abbiamo già detto questa figura incarna tutte le doti che appartengono al drago, per cui il principio Yang, ma anche tutte le doti che appartengono alla Tigre/Cavalla (clicca sul  link per approfondire) per cui il principio Yin (per approfondire clicca qui). Inoltre (anche se la discussione su questa affermazione, soprattutto in patria, è molto più che una semplice diatriba) ogni linea del testo è una precisa indicazione taoista e per il nobile morire tosto o tardi non fa differenza.

In Occidente l'analisi psicanalitica Junghiana ha esplorato l'inconscio, quanto l'analisi Freudiana le pulsioni e la sessualità, per noi occidentali perciò non è affatto misconosciuto il sentimento della paura e dei suoi meccanismi. Che sappiamo controllare la maggioranza delle nostre azioni e dinamiche, sia personali che sociali.

Nel 2014 l'umanità è immersa in uno strano mondo.
Evoluto tecnologicamente in parte, non più a diretto contatto con le dinamiche naturali, ma ancora ben lontano da ciò che la conoscenza umana in ogni luogo, e ogni dove, evoca come unica regola per ciò che chiamiamo coscienza (per approfondire clicca sul link) e stato di coscienza.
E' stato però proprio per individuare questa dinamica, e i processi che ne fanno parte, che gli uomini stessi hanno inventato e creato le religioni, stabilendo così la prima forma di legge e le prime ovvie regole di riferimento per tutti (i tabù). Di sicuro però l'uomo non ha potuto inventare nè il senso religioso e nemmeno la paura, ha solo imparato ad usarli, come apparente vantaggio sociale, per mantenere aggregato e sottomesso il branco.

La paura e il senso religioso (per approfondire clicca sul link) sono infatti strettamente connessi e le religioni, come associazioni temporali e con modus operandi sistematico, utilizzano sistemi di rafforzamento del pensiero comune di massa dei fedeli/adepti, facendo leva proprio su questi due stati. Questa dinamica è oramai in atto da secoli e ha pesantemente e diversamente  influenzato i paradigmi di pensiero orientale e occidentale.

I cattolici, per esempio, per un giorno di Natale all'anno in cui festeggiano il lieto evento, passano poi tutto il resto del loro tempo dedicando riti alla crocifissione del figlio di dio (simbolicamente in alcune cerimonie lo mangiano), evocando santi che sono assurti a santi solo se hanno subito torture e sevizie tali da renderli un ammasso contratto di pena e dolore. Anche auto-inflitta. Un po' come dire: Non importa se soffri e stai male, tutto questo è solo per il tuo bene. Ti accade la cosa giusta, la cosa migliore solo quando sei infelice. Perciò quando sei infelice e stai male significa che in realtà sei felice ma non lo capisci, perchè essendo un piccolo uomo non puoi comprendere il piano del grande dio. Però se tu sei infelice qui sulla terra non ha comunque importanza. Non chiedere nulla di diverso, non uscire dai canoni, dagli schemi e dalle forzature sociali in cui ti senti costretto, tanto c'è il paradiso che ti attende e, se fai ora quello che ti diciamo noi, vedrai che poi dopo, in paradiso, con o senza le 72 vergini, sarai felice in eterno e di sicuro.

Per forza! (direbbe un bambino che riconosce come funziona il mondo, cioè la realtà delle cose, ma non conosce ancora le dinamiche umane - cfr. 25) Sei morto!

Le chiese cattoliche, sempre per esempio, sono spesso adornate di iconografie dal così pessimo gusto splatter che nemmeno lo sguardo sadico di Quentin Tarantino. Forse Mel Gibson. Sante che, dopo aver subito ogni abuso, vengono dipinte con organi di senso e del tatto (donna = lussuria = perdizione) espiantati e posizionati in bella mostra su vassoi d'oro mentre aspettano dio, loro unico casto sposo in vita, degno e munifico sostituto del vecchio vizietto di quel casanova da strapazzo di Giove. Cuori trafitti da lame che sgocciolano sangue, vesti strappate, frecce che squartano addomi ed arti, pali che fuoriescono dalla schiena, spine, lacci, lance. Gesù cristi, belli come nemmeno i fotomodelli, che si squarciano il petto prendendo gli organi vitali fra le mani solo per offrirli a chi osserva, o meglio a chi chiede, e chi più ne ha, più ne metta. Come dire: non importa cosa ti accade in vita, chissenefrega se ti tagliano a pezzi, se non ami, se non sei amato, se non vivi l'eros e ti riservano solo violenza e repressione sessuale, l'importante è il regno dei cieli. Ciò che c'è dopo. Ciò che dio pensa dei suoi eletti in vita e lo sguardo che solo al previlegiato, all'unico, al figlio preferito dal padre, viene riservato. Un previlegiato che viene dipinto come casto perchè non ha desideri umani, puro seppur abbia subito ogni abuso, inerte perchè non si difende, masochista perchè si presta consenziente al gioco. E tutto sommato, detto fra noi, un vero squilibrato.

Quindi il previlegiato, per essere eletto santo agli occhi degli uomini e di conseguenza diventare figura archetipica e mitologica dell'uomo di coscienza evoluta, come minimo deve essere stuprato. Altrimenti non se ne parla nemmeno.

Questo orientamento di pensiero però, crea almeno tre dirette conseguenze logiche.
 - I santi, cioè gli uomini di grande coscienza, sono nella maggioranza dei casi dei masochisti dichiarati che non hanno equilibrio emotivo e nessuna forza personale.
- I santi non sono persone normali che fanno una vita normale. Di conseguenza lo stato di coscienza evoluto non solo non è normale, ma nemmeno auspicabile.
- Pochi desiderano imitare i santi, quindi diventare uomini di coscienza, perchè non possono essere essere identificati come reali figure di riferimento. Modelli concreti a cui ispirarsi, sia per la realizzazione spirituale ed emotiva, che materiale.

Ma una volta stabilito che non si vuole e non si può essere santi per le sopra esposte conseguenze logiche, non significa però che il senso di colpa legato alla apparente non ricerca della santità non mostri il suo lato più Yin. Questo lato, proprio come il porco giovane  del 44.1, è particolarmente subdolo.

Solo fede e speranza infatti non bastano per vivere. Per vivere è necessario ingegnarsi e ingegnandosi fortunatamente si sperimenta il mondo. Così gli incontri e gli scontri con le persone, proprio perchè altro da sè, inevitabilmente scuotono il corso dei nostri pensieri e delle nostre emozioni (inconsciamente compresse da conservatorismi indotti dalla paura), diventando fonte di grande stress e disagio. Siamo cioè indotti a pensare che sia meglio continuare a permanere nel proprio stato di neutralità apparentemente tranquillo (cfr. 12), piuttosto che mettersi in gioco interiormente e rischiare il nuovo comunque vada.

Nessuno di noi è immune a questo meccanismo, ma si può acquisire un nuovo modo di pensare, con modello d'azione conseguente, una volta identificati e chiariti i presupposti, sia personali che antropologici, che innescano le nostre personalissime reazioni.

5 - L'Attesa
Il 5 - l'Attesa è un esagramma fintamente passivo. Così come la Ritirata (cfr. 33), è infatti considerato uno dei momenti migliori del ciclo (clicca sul link per approfondire) per recuperare le energie e pianificare gli eventi futuri. L'Arte della Guerra e I 36 Stratagemmi dedicano lunghi paragrafi a questa attività.(Per approfondire l'esagramma clicca sul link)

Seconda linea mutante: Attendere sulla sponda del fiume in discussioni ostili, significa che durante il progresso (cfr. 35) si è appena usciti dal pericolo, ma che avendo subito qualche danno (cfr. 33.1 e 53.1) prima di decidere la nuova direzione si discute accanitamente (cfr. 2.6).

Quarta linea mutante: Attesa prigionieri in una buca. Significa che in questo momento le cose non si evolvono nè in un senso, nè nell'altro, per questo ci si sente legati a una situazione che subiamo. La linea progredisce, ma essendo la quarta non ha ancora raggiunto il cuore dell'esagramma ed è quindi ancora un momento di riflessione per poter decidere poi, in tempi più propizi, come uscirne.

49 - La Muda
Il 49 - la Muda è l'esagramma che rappresenta l'azione del mutare. Proprio come fanno alcuni rettili quando la loro pelle diventa troppo stretta e la abbandonano per una nuova. Più elastica e ben calibrata, per la struttura fisiologica raggiunta legata alla crescita e all'invecchiamento. Se il 29 è la possibilità del mutamento (quindi l'ignoto, cioè il probabile e l'improbabile), il 49 è la realizzazione. Cioè l'avvenuta muda. (Per approfondire l'esagramma clicca sull'immagine)




Ciao Lb, facci sapere la tua opinione! :)


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venerdì 18 ottobre 2013

I Ching e Tecnica 2 - Mutamento, Esperienze, Cause ed Effetti

Buonasera @Cieloevento,
vorrei chiedervi un paio di domande, che spero possano essere utili ed interessanti per chi come me è un novellino di Yi! :) e che spero possiate sviluppare con calma.
1. Quando un esagramma è fisso, come bisogna comportarsi? Se non ci sono linee mutanti è perchè la situazione è stagnante, in quel momento, oppure è un consiglio da parte dell'Yi?
2. Il significato del 19 mi è abbastanza ostico e controverso. Cambiamento e/o avvicinamento?
3. Quali possono essere le domande più idonee quando si inizia la conoscenza di una persona,quindi le domande prettamente rivolte a situazioni sentimentali.
4. L'Yi ci spingerà sempre verso la conoscenza di una persona?
Ho avuto un'esperienza l'anno scorso, in merito a questa domanda, Yi mi aveva sconsigliato di conoscere tale persona, anzi di allontanarmene. Cosa che ho fatto subito, facendo bene direi.
Quindi mi sono chiesto; ho sempre pensato che alcune persone debbano fare parte del nostro ordine cosmico, mettiamola in questo modo, ma avendo libero arbitrio abbiamo la possibilità di decidere o meno se ascoltare il consiglio di Yi e frequentare lo stesso tali persone. Se alla fine andasse male, non avremmo comunque un bagaglio di esperienze? nonostante una possibile sofferenza e non saremmo allo stesso modo *accresciuti* ? Quindi, il fatto di consigliarci di non frequentare suddetta persona, non ci priverebbe di un'esperienza formativa?
Grazie Paolo

Buonasera Paolo,
interessantissime domande le tue a cui cercheremo di rispondere come meglio possiamo.

- Quando un esagramma è fisso non è così diverso da un esagramma che muta e non significa nemmeno che la situazione ristagni. Viene enunciato che in quel momento ci sono una serie di forze in gioco, che sono metaforicamente rappresentate nelle immagini e che vanno letteralmente comparate, con una logica lineare rappresentata dai simboli in cui si esprimono gli elementi naturali, a ciò che sta accadendo in quel momento nella nostra vita. La destrutturazione degli esagrammi come abbiamo fatto in post come questo sul 14 - Il Possesso Grande (clicca sul link per maggiori informazioni), permette proprio questa analogia. La comprensione o non comprensione però, dipende sempre dallo stato di coscienza (clicca sul link per maggiori informazioni) dell'osservatore e dal desiderio reale che prova nei confronti della conoscenza di sè stesso. Non siamo sempre pronti ad ammettere i nostri errori, e anche verso noi stessi dobbiamo provare pazienza e comprensione mentre intraprendiamo processi che accrescono la nostra conoscenza interiore. Il linguaggio psichico fra conscio (non può essere vero, può essere vero) e l'inconscio (vero o falso), è raggiunto attraverso schemi neurali complessi. Ed è necessario darsi il tempo di costruirli (clicca sul link per maggiori informazioni).

19 - L'Avvicinamento
Il 19, come tutti i 64 esagrammi, rappresenta un mutamento che si verifica a determinate condizioni. Le condizioni si costruiscono iniziando dall'esagramma di partenza, in questo caso palesemente il 2 - Il Ricettivo, per proseguire sull'analisi delle linee impegnate. In questo caso la prima e la seconda.
L'immagine rappresenta due linee Yang, quindi forti, che si pongono sotto 4 linee Yin. Questa situazione evoca la forza del Creativo (cfr. 1) che rispetta, feconda e aiuta la forza del Ricettivo.
Per questo motivo esso è chiamato anche l'avvicinamento che precede l'unione. Quando infatti anche la terza linea sarà mutata, da essa nascerà la pace (cfr. 11). (Se desideri approfondire l'esagramma clicca sull'immagine.)

- Non esiste una regola precisa su cosa chiedere o non chiedere al libro, dipende sempre da quali sono i nostri desideri e perchè vogliamo che sia una risposta piuttosto che un'altra. Prendiamo come esempio una situazione sentimentale. Si incontra una persona, ci piace assai e il nostro pensiero traduce in conoscenza ciò che abbiamo percepito da lei. Il processo di conoscenza è spontaneo e fin qui le cose procedono per il verso giusto. Ma ammettiamo che poi ci mettiamo in testa idee che non corrispondono alla realtà, ma noi questo non lo sappiamo, e con quelle idee in testa (e con le conseguenti aspettative) interroghiamo Yi per sapere.

Ma cosa sapere?

Ciò che avverrà in futuro o ciò che è meglio fare?
Davvero per nostra natura siamo disposti a praticare ogni strada, ogni viottolo, ogni percorso che si profila davanti al nostro naso?
Davvero vogliamo inseguire ogni desiderio, ogni specchietto che la nostra mente ci fa baluginare come fossimo bambini nel paese dei balocchi?
E' davvero necessario spendere tempo per avere una conoscenza che già conosciamo e che si risolverà nello stesso modo come sempre, oppure siamo pronti a mutare i nostri pensieri verso altri desideri che non siano gli stessi?

E' vero che le vie sono infinite, ma noi non siamo immortali. Siamo limitati e ognuno di noi possiede un solo ciclo di primavera/nascita, estate/sviluppo, autunno/declino e inverno/morte della propria vita. A un certo punto è ovvio che per Yi diventa una questione di qualità e non quantità. Avere o potere, non significa prendere o fare. Dipende sempre da ciò che desideriamo e crediamo sia vero, ovvero etico.

La nostra personale e non sempre razionale etica.

Ed è proprio qui che avviene la prima grande scissione fra il paradigma di pensiero occidentale e quello orientale. Ammettendo che sia un cattolico a porsi il dilemma, è anche vero che egli è guidato da un'idea differente sulla natura delle dinamiche umane e universali. Per un cattolico il caso è sacro e lasciato in gran parte al lavoro dei Santi e di Dio.
Per un Taoista questo è semplicemente ridicolo (senza nessuna offesa o pregiudizio nei confronti del messaggio cattolico, è proprio un modo di pensare diametralmente opposto che si manifesta). Il caso non esiste. Esistono una serie di cause ed effetti, esiste il libero arbitrio e una grande regola da riconoscere in tutte le cose. Solo la grande regola, che è impersonale e non ha nessun dio che la rappresenti, è l'obiettivo della vita di un uomo e per il nobile, morire presto o tardi, non fa alcuna differenza. L'importante è che egli raggiunga il proprio scopo nella vita.

Secondo la nostra opinione, la domanda corretta è quindi da porre prima a noi stessi: Che cosa vogliamo veramente sapere da Yi?

Yi non è un essere umano, una setta, una confraternita, un mago, un prete o una religione (anche se da Yi ne derivano molte), è un sistema che enuncia una regola alla quale, egli per primo, non si sottrae dandone così l'esempio.

Ciao Paolo, speriamo di aver potuto aiutarti a chiarire i dubbi! Facci sapere che cosa ne pensi! A presto :)

domenica 21 ottobre 2012

Spontaneità

Pensare che il Taoismo sia una religione, è fondamentalmente un errore di valutazione creato dalla diversità semiotica che esiste fra la visione orientale e occidentale. 

In realtà il Taoismo (clicca sul link per approfondire) è più propriamente uno stile di vita che riconosce un'unica grande regola (chiamata Tao - clicca sul link per approfondire) che agisce spontaneamente su tutti i livelli della manifestazione umana e cosmica (chiamato Qi - clicca sul link per approfondire) a cui si uniforma coscientemente (clicca sul link per approfondire), cioè con una profonda consapevolezza sia di sè che dell'altro da sè (cioè l'ambiente, il Tao stesso).

Lo sconosciuto, l'alieno, l'ombra.

Il riconoscimento di questa regola porta il praticante a vivere una profonda anarchia interiore, in cui la dicotomia fra Yin e Yang si fa estremamente labile, mentre l'individuazione di ciò che è spontaneo per potervi aderire eticamente non sempre è un'operazione che riesce appunto con semplicità.

E' uno stato a cui bisogna applicarsi ed allenarsi per poterlo raggiungere.


Per ottenere questo invidiabile equilibrio psico-fisico (in cui ogni cosa diviene oggettiva anche se intensamente vissuta), si applica l'osservazione delle cause e degli effetti nelle dinamiche in cui si è coinvolti, anche collateralmente, per trovare il modo di sfuggirvi pur facendone parte.   

La spontaneità in questo senso non è più quindi intesa come un atto leggero ed evanescente ideale in un gioco per bambini. 

La spontaneità a cui si fa riferimento in senso taoista, è ciò che si manifesta al di là di qualunque desiderio, raziocinio o possibilità egoica.

Il movimento che si propone spontaneamente viene considerato l'unica via di vita possibile, e la partecipazione attiva a questa dinamica ha il solo scopo di vivere in modo che sia possibile sganciarsi emotivamente da ogni processo umano, mutando con il tempo e le sue necessità cicliche, senza nessun senso di rimpianto o perdita.

E se per non avere rimpianti è necessario partecipare alle azioni del mondo con il giusto contributo, allora è spontaneamente necessario saper riconoscere quando è il giusto tempo per fermarsi. E non chiedere di più.

Il sapersi fermare spontaneamente, per non possedere, è un contributo attivo all'armonia del movimento cosmico che si manifesta e vive il proprio stato attraverso la vita stessa.

Per un taoista le cose si compiono quindi per gradi, ma la spontaneità del moto è la pietra su cui costruisce la propria forza e interazione col mondo.

 
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giovedì 18 ottobre 2012

Sincronicità

Gli atti sincronici rafforzano per cui il senso di fede e ad ogni atto corrispondente cresce la certezza d'essere degli affrancati. 

Dei giusti sostenitori della corretta causa e della giusta via.

Accade per esempio che l'oroscopo personale sia perfettamente aderente allo stato vissuto; che i sogni possano essere così lucidi da diventare reali; che si apra una pagina a caso per leggere lo stesso strano responso; numeri ricorrenti che si presentano oltre ogni probabilità, o ancora segnali interconnessi fra colori, suoni e odori, che avviluppano il nostro corpo in quella sorta di invidiabile certezza che ci rende immortali in vita. 

E divini. 

Finchè dura.

Anche vero però, che non sempre l'atto sincronico è veramente tale. In fondo il potere della nostra mente è abbastanza grande da innescare con facilità una serie di reazioni a catena che lo manifestano a nostro preciso desiderio. Anzi più profondo e radicato è questo desiderio, maggiore è la probabilità che si esteriorizzi.  

Ma allora, quanto ciò che accade è davvero spontaneo al flusso cosmico, e quindi realmente sincronico, e quanto non lo è? 

A questa annosa questione sono le forme religiose che pongono il limite indicando un obiettivo superiore al di fuori delle proprie egoistiche e narcisistiche necessità. Il rito, soprattutto se con lunga tradizione alle spalle, è come il modello di un cluster di pensiero a lunga memoria, in grado di attivare un cluster mentale simile (quindi con gli stessi spazi neuronali di riferimento), in tutti i praticanti del rito stesso e maggiore è il numero dei partecipanti all'atto pratico, maggiore è l'influenza psichica che si riversa in chi è normalmente disponibile a uniformarsi. Si potrebbe dire che più si è avvezzi a conformarsi agli schemi mentali precostituiti (mode, target, abitudini, desideri, vizi etc.) sociali e più questo processo si innesca facilmente. 

Le onde cerebrali emesse durante una celebrazione, sono in grado di indurre lo stesso schema nei cervelli delle persone presenti nel raggio di qualche centinaio di metri. Per poi affievolirsi e infine disperdersi nel flusso psichico comune dopo un certo periodo di tempo. 

Maggiore è la frequenza del rito, maggiore è la coerenza del cluster originale e dell'effetto che provoca. 
Maggiore è l'intensità dei cluster attivati durante il rito, maggiore è l'effetto esterno. Maggiore è la pratica del rito, maggiore la facilità con cui i praticanti sono in grado di mantenere il cluster mentale di riferimento per lunghi periodi di tempo diventando, per così dire, attivi nel produrre "sincronicità" (clicca sul link per approfondire) coerenti all'oggetto del culto.

Interessante vero?

A catechismo questo non lo insegnano e nelle scuole iniziatiche, anche di alto lignaggio, ne parlano più come di un miracolo divino che non di un vero e proprio atto d'influenza cosciente sull'ambiente. 

E questi sono decisamente un credo e un insegnamento non coerenti per chi si professa esoterista.

Ma allora qual'è il punto? Dove lo scetticismo si arrende di fronte a una logica superiore, a un disegno che appare talmente grandioso da implicare per forza la parola dio, l'origine, il viaggio e lo scopo della nostra esistenza?

Perchè parliamoci chiaro. Rode a tutti un casino dover tirare il gambino e proprio perchè ci rode passiamo la metà della nostra vita inscenando i nostri personalissimi drammi. Meglio che niente.

Ma proprio grazie a tutto questo, e sopra tutto questo, nasce un'ulteriore questione: ma perchè dovremmo essere guidati da forze che indicano la retta via a priori, quindi avere un destino prestabilito e predeterminato da tale dio, quando le possibilità offerte da questo mondo, unica cosa certa, sono miliardi?

Ah ah! è proprio qui che casca l'asino! cioè noi. Certo, le possibilità sono miliardi, e tutte si proporranno nella nostra vita facendo l'inchino, solo che noi non avremo abbastanza tempo per riconoscerle, non saremo coerenti cioè allo stato che le manifesta, e non le individueremmo neanche se qualcuno facesse un film educativo e ce lo sciorinasse davanti al naso.  

Nell'entropico universo in cui siamo oggettivamente inseriti, saremo sempre e solo in grado di focalizzare alcune possibilità piuttosto che altre, nonostante la nostra volontà contraria. I parametri per intraprendere cambiamenti che possono emrgere dalle probabilità, sono molteplici e non tutti si calibreranno nel modo giusto (al tempo adatto cioè), per poterle veramente possedere piuttosto che sprecare.

E mentre gli dei dell'olimpo continuano a spargere favori a seconda dei pianeti che transitano sopra di noi, l'umanità parla ancora di karma e libero arbitrio. 

Mentre dentro prega "Padre famme 'a grazia".


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martedì 16 ottobre 2012

Scienza vs Religione

L'accademia occidentale ha passato molto del suo tempo a discutere e approfondire ogni cavillo che potesse dimostrare l'esistenza di dio e il modo migliore per ingraziarselo.

All'inizio religiosi e scienziati condividevano la stessa visione (sociale, morale e teologica), in cui era necessario che la corrispondenza totale fra ciò che si tramandava per fede e ciò che veniva assodato fosse assoluta. 

Ma se ad evidenti contestazioni per molto tempo fu il dogma a porre fine ai dilemmi, poi fu proprio questa forma di integralismo a portare alla grande e mai risanata scissione fra scienza ed esoterismo.

In pratica la necessità teologica di dover piegare l'evidenza fisica al dogma letterario della parola profetica, ha portato gli uomini di scienza ad abbracciare l'idea comune, e giustificata, di ritenere che qualunque indicazione contenuta nei testi adottati dai poteri spirituali fosse a priori una fantasia letteraria.

Perchè giustificata?

Perchè se fino a un certo punto la scienza poteva accettare il dogma, e addirittura sfruttarlo a favore dei propri fallimenti di indagine, man mano che sviluppava nuove tecniche e prospettive se ne allontanava per evidenza.

Inoltre non necessariamente i testi, per i loro sottintesi valori simbolici ed allegorici, adottati dai grandi movimenti religiosi, contengono l'informazione che viene divulgata e/o accettata come unica interpretazione veritiera e contestuale di quella realtà. E comunque, laddove le prove adottate a sostegno di una tesi sono mitologiche e/o dogmatiche, per un accademico o scettico qualunque, non solo non sono oggettive, ma neppure ammissibili in un contesto razionale.

Per esempio le interpretazioni della bibbia sono molteplici e ad ogni livello di lettura è possibile intuire che non tutto quello che viene sostenuto sia falso, ma al contrario è davvero molto difficile affermare quanto sia vero e comprovabile il resto.


Il senso di fede, o meglio la certezza del tutto umana di una coscienza antropomorfa come progenitore della vita in tutta la sua interezza, è fondamentalmente una domanda inespressa. 

E' il desiderio di sapere con assoluta certezza che questo dio esiste davvero, che ci ama singolarmente proteggendoci in vita e che per consolazione ci farà un ultimo grande e bellissimo dono quando sarà arrivato il fatidico e ineluttabile momento in cui tireremo il gambino. 

Un ulteriore sprazzo di possibilità post mortem, che solo un padre indulgente e pieno d'amore può concedere al figlio peccatore, renitente e sconsiderato solo perchè umano e devastato da ineluttabili sensi di colpa. 

Un puro bonus d'amore 3D in free download.

Interessante visione.

Sia del peccato, che del dio progenitore.

Ma il senso di fede ha un grandissimo pregio. 
Un senso di fede ben orientato quieta le ansie e produce karma migliore con effetto quasi immediato. Il solo atto del dirigere verso l'altro da sè il valore di un'azione che comprende anche l'esistenza di questo altro, e quindi la sua accettazione, lentamente ma inesorabilmente produce una compensazione attiva in cui atti sincronici correlati tendono a manifestarsi contribuendo a rafforzare il senso di fede stesso. 

L'invidiabile certezza di percorrere la via migliore. 

Magari verso Damasco. 

E per uno scienziato, la Gerusalemme Liberata, potrebbe decisamente assomigliare a un premio Nobel riconosciuto in vita.

Ma allora che differenza esiste, se non ha importanza ciò in cui si crede visto che l'atto della fede è insito in qualunque uomo, e per questo in dotazione e adottabile come qualsiasi altra possibilità e qualità umana?

Se come esseri umano siamo quasi tutti d'accordo che qualcosa d'altro esiste al di là e al di fuori di noi, anche vero che questo altro non necessariamente incarna i valori che normalmente gli attribuiamo.

Anche per questo lo chiamiamo mistero. 

Ignoto.


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